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Iniziano le danze elettorali con Don Chisciotte emarginato

Signore, fa un freddo che ha gelato l’aria. Non vola neppure un passero. Resterebbe congelato in volo. Dalle parti vostre che aria tira?

Mia cara, da me bisogna accendere l’aria condizionata. Arrivano delle folate di aria calda scatenata dagli aspiranti alla candidatura a Sindaco per il governo della Città di Federico. Si sono sistemati tutti sui blocchi di partenza per uno scatto fulminante, al fine di conquistare le prime posizioni. Lo starter, però, ancora non spara.

Signore, forse non vi siete accorto che qui non si spara più. Si lavora in maniera trasversale. Sono stati aboliti i blocchi di partenza. Sono stati sostituiti dalle piste di ballo. Qua si balla per il freddo. Si balla per le gabelle comunali. Si balla per far vedere che sei abile, dinamico, svolazzante. Requisiti essenziali per la candidatura.

Carissima, detto tra noi e senza che nessuno ci senta: Don Chisciotte è stato escluso dalla danze elettorali?

Signore mio caro, non date retta a chiacchiere. Don Chisciotte non lo esclude nessuno. Lavora in silenzio. Affila le armi. All’improvviso esplode e rimette tutti in “riga”.

Carissima, adesso ha preso di mira il progetto CASE. Lo ha giudicato un fallimento. È vero?

Signore mio, è vero. Però, pavoneggiandosi in ogni dove, ha offerto gli stessi alloggi agli sfollati di Amatrice. Ha fatto una bella figura grazie all’ex Cavaliere.

Mia cara, è vero che vorrebbe smantellare tutte le piastre perché appaiono indecenti e dispendiose?

Signore, lo dice ogni tanto. Ne parla alzando il tono della voce. Poi lascia cadere tutto nell’oblio. Sapete perché? Perché la dislocazione degli insediamenti sembra che l’abbia voluta proprio lui. Personalmente non ne sono tanto convita. Però, come si dice, voce di popolo, voce di Dio.

Signora mia, dimmi sinceramente un tuo pensiero. Se l’ex Cavaliere non avesse realizzato in “Cento” giorni il progetto CASE, tu e i tuoi concittadini dove sareste stati?

Signore, ma sotto le stelle. Dentro le tende al freddo e al gelo, in attesa che l’aria venisse riscaldata dalla competizione elettorale.

Carissima, non vorrei essere realista più di tanto. Praticamente avreste dovuto aspettare dieci anni prima che si riscaldasse l’aria?

Signore mio, quanti ne sono passati? Siete convinto che non bastino? Tenete conto che mio figlio si è laureato in medicina l’anno successivo al terremoto. Ha fatto qualche lavoro gratuito ed è ancora in attesa di qualche collocazione definitiva. La casa mia ancora non si ricostruisce. Fatevi bene i conti e vedrete che sono esattamente dieci anni. Adesso sembra che l’aria si possa riscaldare, soprattutto perché la legge non consente al grande Hidalgo di potersi ricandidare. Allora, ha tentato di piazzare qualche giovane fidato da istruire a bella posta.

Mia cara signora, scusami se interrompo il tuo elegante discorso. Ma, a cinque mesi dalla consultazione elettorale, Don Chisciotte pensa di poter sufficientemente istruire un suo fidato “bravo” manzoniano? È troppo tardi.

Signore, allora voi non conoscete bene Don Chisciotte. L’asso nella manica lo ha sempre avuto. Volete vedere che, proprio come i grandi prestigiatori, tirerà fuori dal cilindro il “coniglio” da candidare?

Carissima, i sogni dell’Hidalgo sono terminati da un pezzo. Le sue ultime parole gettate al vento fanno pensare decisamente all’ultimo canto del cigno. I giovani hanno già fatto sentire la propria voce. Basta con i soliti “ignoti”. Adesso vogliamo contare noi ed è giusto.

Signore, è giusto si. Altrimenti quando riusciranno i giovani ad affacciarsi all’orizzonte della gestione amministrativa della nostra città? Quando saranno vecchi e da rottamare?

Mia cara, la storia della rottamazione andrebbe chiarita una volta per tutte. L’esempio lo abbiamo avuto sotto gli occhi. Il grande riformatore, colui che avrebbe dovuto rottamare lo zoccolo duro del suo partito e della politica nazionale, che fine ha fatto?

Signore mio, lo sanno tutti. è andato per rottamare ed è stato rottamato. Ma Don Chisciotte non si può rottamare. Deve ancora realizzare almeno qualcosa di tutto ciò che aveva messo nel suo programma di riordino, razionalizzazione e sviluppo del Comune. Che ne pensate?

Mia cara, lo rottamano. Lo rottamano. Non gli fanno presentare neppure il piano regolatore, che aveva promesso di approvare un paio d’anni dopo del terremoto.

Signore, volete vedere che lo presenterà non può essere diversamente. Solo l’Hidalgo può sapere dove prendere i 70– 80 mila cittadini per occupare le case che si dovrebbe costruire. Forse porterà in città tutti gli sfollati dei terremoti laziali, umbri e marchigiani.

Signora, ora cominci a capire perché lo vogliono rottamare? Perché potrebbe cavare dalla tasca l’uovo di Colombo e farlo reggere dritto sul piatto. Stai attenta a non farti travolgere nella rottamazione e tornatene alla casa del Padre.