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Il sorteggio di Norcia non piace agli aquilani

(foto Umbria24.it)

Gli sguardi sono fissi sul barattolo di vetro che racchiude
l’ immediato destino: una vita nuova con un tetto sulla testa, che fa sentire meno terremotati, o il perdurare di una condizione da sfollati negli alberghi o nei containers.
Sono i terremotati di Norcia che in cinque minuti o poco più hanno visto segnato lo spartiacque della loro vita, tramite l’assegnazione delle casette post sisma avvenuta con un sorteggio.

Affidati alla fortuna per avere un riparo. Nella città umbra in provincia di Perugia sono arrivate le prime casette in legno anticipando i tempi annunciati dalla protezione civile nazionale. Ma le domande sono il triplo delle abitazioni disponibili: 20 moduli a fronte di 89 richieste.

La decisione arriva dal sindaco Nicola Alemanno che ha ritenuto il sorteggio l’unico modo imparziale per assegnare le Sae (Soluzioni Abitative d’Emergenza), un altro acronimo che rimpiazza il Case e i Map aquilani e segna la fase del post sisma dell’Italia Centrale.

Una sorta di lotteria, avvenuta nel primo pomeriggio di mercoledì.

I più fortunati nell’arco di una settimana avranno un riparo garantito finché la loro abitazione non sarà ricostruita, gli altri dovranno attendere ancora un po’.

Ci sono state polemiche, parecchie, attorno a questa decisione. Un dibattito acceso che è arrivato fino all’Aquila contrapponendo, ancora una volta dal terremoto del 24 Agosto, la gestione dell’emergenza del sisma 2009 con quelli del 24 Agosto e 30 Ottobre.

Un modello L’Aquila troppe volte strattonato e strapazzato. Bocciato dai più, che hanno puntato il dito contro la costruzione delle new town, gli alloggi che hanno fornito riparo a più di 20.000 aquilani, prima, e a molti sfollati di Amatrice, ora.

L’assegnazione degli alloggi nei CASE è stato affidato al famoso Algoritmo Gioiello*, una equazione che teneva conto di parametri ben definiti. A Norcia hanno avuto precedenza famiglie con disabili , mentre i nuclei composti da più di cinque persone dovranno attendere sicuramente. I moduli più ampi, da 80 metri quadri, verranno consegnati più avanti.

Gli alloggi provvisori passati alla storia, amati o odiati e senza vie di mezzo, oggi tornano più che mai attuali per via della campagna elettorale. Un patrimonio da ‘riscoprire’ o da abbattere, la cui sorte sarà affidata al nuovo sindaco.

*[Quali furono i criteri per il cratere aquilano: – nucleo familiare composto da almeno tre persone cui sono assimilati i nuclei monoparentali con figlio minore a carico; – cittadinanza italiana o dell’Unione Europea, o cittadinanza di paese extraeuropeo con regolare permesso di soggiorno; – vicinanza alle zone di provenienza; – residenza o stabile domicilio in abitazioni classificate E o F o situate in zone rosse del comune di L’Aquila.]

 

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