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Gran Sasso, Liris ruggisce: o ignorate o siete in malafede

O ignorate o siete in mala fede. Così il capogruppo di Forza Italia al Comune dell’Aquila Guido Quintino Liris risponde agli assessori regionali Pepe e Di Matteo i quali, nei giorni scorsi, avevano asserito che quella compiuta con una delibera di Giunta regionale fosse una pura formalità, dettata dalle norme comunitarie. Nessun nuovo vincolo, in sostanza, secondo gli assessori della Giunta D’Alfonso. Ma così non è, ribatte Liris.

La nota completa

Cari assessori Pepe e Di Matteo, la Delibera di Giunta Regionale n. 877 del 27 dicembre 2016 è nulla, va ritirata subito in autotutela! Mi spiace dover sottolineare che o voi ignorate gli argomenti che trattate, o siete in malafede!
Sono costretto ad alcuni passaggi tecnici. Innanzitutto: in Abruzzo non c’è alcuna Zona Speciale di Conservazione  (Zsc), e a poco serve il passaggio in Giunta della Delibera n. 877: l’atto di trasformazione dei Siti di Interesse Comunitario in Zone Speciali di Conservazione (atto che rende impossibile la revisione o la rimozione dei vincoli ambientali che impediscono lo sviluppo) è compito, anzi prerogativa del Ministero dell’Ambiente, non della Regione.

Quanto da me affermato è facilmente rintracciabile nel DPR 357/1997 (art.3 comma 2), all’interno delle Linee Guida DM 3 settembre 2002, nel DM del 17 ottobre 2007.

Dato che il Ministero non ha emanato finora alcun decreto sull’istituzione delle ZSC se ne deduce facilmente che in Abruzzo non c’è alcuna ZSC. Le “misure generali di conservazione” (previste dalla Delibera 877 del 27 dicembre 2016) ed eventuali “piani di gestione” sono applicabili SOLO alle ZSC; pertanto nessun provvedimento restrittivo riportato nella delibera è valido o esecutivo. Quando Pepe e Di Matteo sostengono che i Sic e le Zsc sono la stessa cosa dimostrano una grave ignoranza amministrativa: la designazione dei primi è competenza europea su proposta regionale (attraverso lo stato membro), quella delle ZSC è ministeriale. 

Quanto prodotto dalla Regione è molto più di una forzatura amministrativa, un ricorso al Tar renderebbe immediatamente nulla la Delibera. Chiedo al mio amico Mauro Febbo Presidente della Commissione Vigilanza e Garanzia della Regione di convocare al più presto una commissione ad hoc, e pretendere il ritiro immediato in autotutela della delibera.

E poi, la Delibera in oggetto prevede la trasformazione di tutti i Sic in Zsc.  In Abruzzo ci sono 54 Sic; la Regione propone di trasformare tutti i 54 Sic in ZSC? Ma siamo tutti matti? In nessuna Regione d’Italia tutti i Sic sono stati trasformati in ZSC, ma sempre e soltanto una parte di essi.

Pongo alcune domande a me stesso e a tutti gli interessati.

1) Dovremmo sperare che l’accaduto sia frutto dell’ignoranza dell’Ente Regione o malignare sull’operato, e cioè pensare che la Delibera sia stata uno strumento maldestro per sanare alcuni atti compiuti in precedenza, magari in maniera impropria o illegittima? (Ad esempio i famosi “piani di gestione” redatti in assenza di un decreto ministeriale di istituzione di Zsc)

2) Il confezionamento di questo provvedimento è lo strumento con il quale la Regione vuole tenere sotto “ricatto” politico e amministrativo i tanti Sindaci che vogliono uscire dal Parco proprio per la impossibilità di tollerare i vincoli? (Infatti anche deliberando l’uscita dal parco, i Comuni sarebbero sottoposti a vincoli stringenti)

3) I vincoli stabiliti nella delibera possono vedere completamente esautorato il ruolo di Commissioni e Consiglio? Non dovrebbero far parte di una legge o anche di un regolamento condiviso con gli stakeholders del territorio?

4) Gli assessori Pepe e Di Matteo non si accorgono di essere vittime di un atteggiamento di integralismo ecologista e animalista che sta allontanando sempre più la Regione dal territorio e dalle sue esigenze e criticità???

Per il momento non voglio scendere in ulteriori particolari, su questo immagino lavorerà la Commissione Vigilanza della Regione. Invito, intanto, i componenti della Giunta Regionale a non essere frettolosi e imprudenti nel rispondere ad argomenti molto tecnici, che richiedono uno studio dettagliato, fatto di passione e dedizione.