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Cervi sui binari, odissea sul treno Sulmona – L’Aquila

Una vera e propria odissea, durata oltre quattro ore: attorno, il gelo, la neve e il buio.

E’ una esperienza che sperano di dimenticare presto i sette viaggiatori del treno Sulmona – L’Aquila delle ore 17:00 in partenza dalla innevatissima cittadina peligna.

Quasi cinque ore bloccati all’altezza di Beffi, frazione di Acciano: i passeggeri sono sette e c’è anche un bimbo in carrozzina, di soli quattro mesi. A fermare la corsa del convoglio un branco di cervi che, attraversando e sostando sui binari, è stato urtato dalla locomotiva.

Fra i passeggeri,il giornalista Gianfranco di Giacomantonio (sue le fotografie in apertura e all’interno dell’articolo, ndr) che sul suo profilo Facebook lancia l’allarme.

Avvisate la Protezione Civile, per favore!

Già, perché mentre macchinisti e personale del treno cercano di capire cosa sia successo e di proseguire la corsa, i viaggiatori rimangono in attesa, senza avere ulteriori informazioni ma soprattutto, denuncia Di Giacomantonio, senza nemmeno una bottiglia d’acqua per quasi cinque ore.

treno bloccato a beffi

Dopo quattro ore arriva, infine, un autobus sostitutivo, che li porta a Molina Aterno e da lì alle destinazioni finali. Quel che resta è il grande senso di disorganizzazione e di abbandono da parte di Trenitalia. 

Trenitalia e la sua struttura, a cui non possiamo che assegnare uno zero spaccato per l’inefficienza dimostrata, nelle circa 5 ore di attesa non è stata capace di mandare nemmeno delle bottiglie d’acqua, assolutamente indispensabili viste le lungaggini delle operazioni di soccorso.

conclude Di Giacomantonio

Ritardi dovuti ai binari e agli scambi ghiacciati, cumuli di neve e bufere improvvise: in questi giorni le linee ferroviarie abruzzesi sono state colpite dai disagi più pesanti. Ma quanto accaduto ieri fa riflettere su un altro problema, che sta iniziando ad essere fuori controllo: quello della fauna selvatica .

Non si tratta più, infatti, di problemi che riguardano ‘solo’ l’agricoltura, visto che sono gli agricoltori i primi ad aver denunciato quanto cinghiali e lupi, in netta crescita nell’Abruzzo interno, stiano devastando tutto.

E’ una questione, ormai, di sicurezza pubblica, nei confronti della quale però ancora non si riesce ad intervenire definitivamente: sulla riperimetrazione del parco Sirente – Velino, esempio lampante, si sono scritti fiumi di inchiostro ma la battaglia fra ambientalisti e Regione Abruzzo, ivi compresi i Comuni che intendono uscire dal Parco proprio per i grandi vincoli ambientali che impediscono uno sviluppo, seppur sostenibile, pare ancora lontana dal vedere la parola fine.

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