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Gran Sasso: Sic e Zps non arrestano sviluppo

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“Sappiamo che il futuro del Gran Sasso – tra tutela ambientale e sviluppo turistico sostenibile – è un tema strategico e delicato. E la Regione su questo tema è intervenuta ponendo fine ad una grave inadempienza consumata negli anni passati”. Lo sostengono gli assessori Donato Di Matteo e Dino Pepe rispondendo a quanto affermato dal consigliere Guido Liris, capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale dell’Aquila. “Il colpevole ritardo accumulato dalle precedenti amministrazioni regionali – aggiungono i due assessori – ha esposto la Regione Abruzzo ad una procedura di Infrazione comunitaria che si trascina da 9 anni e che ci costerà molto salata. La delibera di Giunta di cui si parla (la 877/2016) è un obbligo a cui la Regione Abruzzo era tenuta da quasi un decennio perché il Decreto Legislativo 152/2006 imponeva a tutte le regioni di convertire i Siti di Interesse Comunitario (SIC) in Zone Speciali di Conservazione (ZSC) per una omologazione a livello europeo. Proprio questo dato testimonia che di fatto SIC e ZSC sono la stessa cosa: sono aree con l’identica perimetrazione e sottoposte alle stesse norme. Nulla cambia nella sostanza e non c’è dunque alcuna catastrofe che incombe. Al contrario l’unico modo per porre fine alle Norme di Salvaguardia finora vigenti che in maniera indiscriminata hanno applicato ovunque nel Parco i vincoli più estremi, è quello che la Regione ha finalmente avviato: approvare il Piano del Parco che riconosce i Progetti Speciali Territoriali e consentire di diversificare i vincoli promuovendo uno sviluppo sostenibile. In questo senso – concludono Di Matteo e Pepe – la Regione, a seguito della delibera 877, attiverà tavoli concertativi con le forze rappresentative dei territori interessati per condividere un percorso comune che porti ad una legge regionale che preveda modifiche nell’ambito dei vincoli europei. Infine la Regione affiderà al Parco – che ha già attivato una collaborazione con l’Università dell’Aquila – un’azione nell’ambito del PAF, Priority Action Framework, per realizzare uno studio di verifica e revisione dei SIC/ZSC in quanto areali pregiati per le specie endemiche di cui tutelare l’habitat. Potremmo forse scoprire che alcuni SIZ/ZSC precedentemente individuati vanno rivisti, mentre altre zone selvagge, integre e di ben maggiore pregio ambientale finora trascurate hanno bisogno di esserne classificate”.

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