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San Demetrio, firme contro tempio crematorio foto

Raccolta firme in corso nel Comune di San Demetrio Ne’ Vestini, a sostegno della campagna informativa e di protesta portata avanti da un gruppo di cittadini del Comune subequano: oggetto della sempre più crescente disapprovazione è la realizzazione di un forno crematorio mediante project financing, avanzata da un gruppo societario del nord Italia e sostenuta dalla maggioranza consiliare.

“Nutriamo rispetto per la pratica crematoria e per le iniziative imprenditoriali in sé, non siamo aprioristicamente contrari. Riteniamo, invece e semplicemente, che una questione tanto importante avrebbe dovuto essere preceduta da una consultazione referendaria della cittadinanza, alla luce dei molti problemi ambientali e di salute che comporta” – affermano alcuni rappresentanti della protesta.

Come sottolineato dai cittadini, infatti, nonostante l’iniziativa sia di notevole impatto ambientale, psicologico, sociologico e culturale, l’Amministrazione Comunale ha posto già in essere nella scorsa estate i primi atti amministrativi (delibere di Giunta e Consiglio, con variante al PRG), non solo senza una previa consultazione cittadina improntata alla democraticità, ma pubblicando il primo atto assunto solo a distanza di circa due mesi dall’adozione (avvenuta in piene ferie, il 04 agosto).

Preso atto della volontà della maggioranza, pertanto, parte dei cittadini di San Demetrio si sono attivati con la raccolta di firme a sostegno di una petizione che verrà portata al vaglio dell’Amministrazione con la promozione di adeguati mezzi informativi, affinché la popolazione possa essere edotta in maniera pluralista dei rischi e informarsi correttamente.

A questo si aggiunge la ferma opposizione della minoranza Consiliare, la quale ha già annunciato la proposizione di una mozione volta all’annullamento della procedura, in occasione del prossimo Consiglio Comunale.

“Nonostante i buoni propositi e la buona fede delle parti in causa, Amministrazione e  società  promotrice del progetto – proseguono i cittadini coinvolti – non può assumersi una decisione del genere escludendo la cittadinanza. A maggior ragione se l’intervento in questione potrebbe assumere conseguenze sotto il profilo della salute e dell’ambiente. Il progetto, infatti, si inserisce in un Comune già profondamente segnato da criticità ambientali, quali cave, discarica, polveri da ricostruzione, e in una Regione priva di normativa specifica del settore. Preoccupa vedersi presentare sotto forma di falsa proposta il “pacchetto forno crematorio” già confezionato, a pochi chilometri dal Parco, in pieno spregio alla vocazione turistica e ambientale di un luogo caratterizzato dal Lago di Sinizzo e dalle Grotte di Stiffe e senza un preventivo studio epidemiologico e una indipendente valutazione tecnica”.

D’altra parte, pur volendo ammettere la assoluta assenza di pericolosità ambientale del forno (tema assai dibattuto in ambito scientifico), non si può negare che più di una volta in Italia si è assistito ad alterazioni dei valori delle emissioni tossiche dei forni crematori (diossine e furani), al fine di occultarne la pericolosità, come testimoniano i recenti fatti legati ai templi di Pistoia, Cervignano del Friuli e Civitavecchia.

Tanta la necessità di controllo e prevenzione di tali eventualità, da spingere alcuni Onorevoli Deputati a presentare un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente lo scorso 25 novembre 2016 per segnalare l’assenza di normativa specifica.

I cittadini di San Demetrio vogliono, pertanto, essere parte attiva nel processo decisionale ed evitare che in nome di una crisi economica dei piccoli Comuni si prendano decisioni avventate, in nome di un interesse pubblico ancora non chiaro alla cittadinanza e le cui conseguenze potrebbero causare futuri danni alla salute.

Il sindaco Silvano Cappelli, intervistato da IlCapoluogo.it, aveva affermato di lavorare al progetto da oltre un anno:

“Siamo stati nelle Dolomiti in provincia di Sondrio e ci siamo resi conto di cosa potesse essere un forno di nuova generazione. Ci siamo messi in moto per mezza Italia alla ricerca di esempi. Ora abbiamo il progetto che dovrà essere messo a gara”.

Anche sulla questione inquinamento questo il sindaco tranquillizza:

“Non crea  inquinamento se non quello di una palazzina da 20 unità abitative. Cominciamo a pensare in grande e a guardare il futuro agendo, non stando fermi. Questo posto non deve restare intatto nei secoli dei secoli”.

Francesca Marchi

forno crematorio
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