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La crisi del Gran Sasso, lettera a Cialente

“Siamo vergognosamente fuori tempo e fuori mercato, solo perché degli ambientalisti radical chic vogliono fare i salottieri sulle spalle di chi vuole vivere di montagna. La cosa grave è che c’è chi li ascolta e “spara” delle idiozie incredibili. È inutile dire che a Campo Felice è pieno di gente” – il commento di Luigi Faccia, direttore della Scuola di Sci di Assergi che quest’anno –  causa condizioni meteo – non ha avuto il piacere di vedere aperta la stazione di sci di Campo Imperatore.

Solo neve naturale sulla montagna più alta degli appennini, nessun sistema di innevamento che permetterebbe di aprire le porte alla stagione sciistica già da novembre. La mancanza di programmazione accende lo scontro con il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. [Campo Imperatore, è tutto fermo]

“Si mistifica la realtà e si portano argomentazioni incredibili a supporto -sostanze chimiche, escursioni termiche- che offendono l’onesta intellettuale dei cittadini ed affondano la speranza che ancora anima gli appassionati e gli imprenditori del Gran Sasso. Spero di essere breve ma si deve chiarire una volta per tutte l’equivoco “ambientale” che si innesca quando si parla di Innevamento Artificiale Programmato” – inizia così la lettera aperta del Direttore Faccia.

“La neve artificiale viene prodotta con un processo che imita quello naturale. Il cannone sparaneve pompa e nebulizza l’acqua formando piccolissime goccioline che ghiacciano quasi istantaneamente al contatto con l’aria (di norma al di sotto dei -4 °C, -7 °C), formando così cristalli di ghiaccio (nuclei di congelamento). In questa miscela si immette ancora acqua vaporizzata e si ricrea ciò che avviene in natura. Attorno ai nuclei di congelamento si deposita l’acqua e si formano i cristalli di neve. Quindi una buona produzione di neve artificiale nasce da un perfetto mix di acqua, aria, temperatura e umidità.

Lei, caro sindaco, è rimasto a qualche annetto fa (anni 80-90) quando, i produttori, convinti di poter fare maggiori quantità di neve, usavano alcune sostanze che catalizzavano e facilitavano la formazione del nucleo di congelamento. Il più usato era lo Snowmax, prodotto con il principio attivo di un batterio (il cristallo della neve naturale si forma attorno a particelle di polveri e pollini presenti in atmosfera). Oggi il controllo del diametro degli spruzzatori dei cannoni da neve rende inutili e più costosi tali additivi.

Vorrei sorvolare sull’argomento escursione termica, che mi sembra senza senso, per affrontare il discorso Montecristo. Come si fa a dire che l’unico posto dove ha senso sistemare i cannoni è Montecristo, quando lo zero termico si attesta mediamente sui 1700-1800 mt. ed il versante sciabile è completamente esposto a sud con la futura seggiovia che parte da una quota di 1400 mt.??? Credo che sia più giusto dire “li mettiamo anche a Montecristo, stazione fondamentale per lo sviluppo turistico estivo-invernale dell’intero comprensorio, dopo averli messi a Campo Imperatore”. Lo sa signor sindaco che nel Cantone Ticino (Svizzera) il Consiglio di Stato prende in considerazione i progetti di rilancio delle stazioni sciistiche che hanno un’altitudine di almeno 1800 mt.???

Credo di capire dove si voglia arrivare con questo improvviso innamoramento per Montecristo, perché in matematica due più due fa sempre quattro. Infatti, avendo grosse difficoltà a far digerire a parte della sua maggioranza il progetto di collegamento Scindarella – Fossa di Paganica e non sapendo come fare con le direttive di Natura 2000, si getta a capofitto sulla seggiovia Le Steppe – Montecristo che in pratica è una sostituzione (quasi) di impianto e potenzialmente fattibile senza grandi problemi ai sensi della Direttiva Habitat.

NON CI PROVI sindaco perché saremo vigili su questa situazione. Senza il collegamento Scindarella-Fossa di Paganica, non si buttano soldi su Montecristo.

Il risultato, ad oggi, è che la nostra stazione, sebbene sia la più alta dell’Appennino, è chiusa; di contro Roccaraso-Pratello-Pizzalto, Ovindoli, Pescasseroli, Campo Felice sono aperte, anche parzialmente, grazie all’innevamento artificiale (Programmato).

Caro sindaco, vorrei chiederle, inoltre, come fa a dire, in tono soddisfatto, che il ristorante di Campo Imperatore il giorno di S. Stefano ha … addirittura … incassato 1200 €. (che corrispondono a 30-40 coperti). Senza nulla togliere al grande impegno degli addetti e dell’Amministratore Unico per rendere la struttura ospitale, in questi giorni solo il bar, nella mattinata, ovrebbe incassare simili cifre. E non mi venga poi a dire che a Capodanno c’era il pienone, perché tutti sanno benissimo che, a fine anno, si lavora molto qualsiasi siano le condizioni meteo – nivologiche.

La prego sindaco, la smetta di fare proclami al vento, la smetta di fare il Dottor Jekyll e Mr. Hyde sul futuro del Gran Sasso e la smetta di parlare di cose che non conosce affatto, almeno si faccia suggerire bene. Cominci a pensare CONCRETAMENTE alla grave crisi che attanaglia le genti e gli imprenditori delle frazioni pedemontane.

Pensi a fare il sindaco, cosa che ultimamente, a parere di chi scrive e non solo, nemmeno le riesce bene”.

foto di Antonio Giampaoli – Assergi Racconta