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Bilancio e ribelli, la maratona continua

di Eleonora Falci

Prudente, a voler usare le parole dell’Assessore Paolucci. Della sopravvivenza, per citare Sospiri.

La Finanziaria in fase di discussione in Regione in questa seconda giornata di maratona ha un’ampia gamma di definizioni, a seconda di come lo si guarda.

A ben guardarla, è una bella gatta da pelare: non tanto per i capitoli di spesa, in larga parte bloccati da accantonamenti, rientri dal disavanzo, spese sanitarie. Ma soprattutto per l’equilibrio della maggioranza che appare precario più che mai: il centrosinistra non ha i numeri e il salvagente di D’Ignazio lanciato già ieri potrebbe non bastare più.

A mancare all’appello, oltre ai giustificati per questioni di salute Gerosolimo e Sclocco, sono i due ribelli Olivieri (già assente ieri) e Di Matteo, protagonista, nella prima giornata di maratona, di interventi nei quali ha inteso sottolineare la propria indipendenza e la propria coerenza politica. Fatto sta che nella mattinata non erano in Aula: ma i loro telefoni saranno stati bollenti, visti i tentativi delle colombe della maggioranza di riportarli all’Emiciclo per condurre in porto la manovra finanziaria. Dopo l’approvazione, sia chiaro, ci sarà la discussione anche sul Milleproroghe che da sempre porta con sè polemiche: ancor di più qualora i numeri non bastassero.

Nel frattempo,  in Aula si parla di Bilancio: interventi complessi e davvero chilometrici. L’Assessore Paolucci elenca i capitoli di spesa e i motivi che hanno portato agli accantonamenti totali di oltre 60 milioni di euro “posti a presidio e a tutela degli equilibri di bilancio”. Di questi 51 sono solo quelli per il rientro dal deficit sanitario.

6,2 miliardi di euro l’ammontare dell’intero bilancio. Cifre che però dovranno essere riviste nel corso dell’anno. Il perché lo spiega lo stesso Paolucci.

Al trasporto servirà di più dei 45,2 milioni stanziati. Sul sociale – 11 milioni di euro – ci saranno ancora più esigenze. Certamente, tra sport e cultura 2 milioni sono insufficienti. Per le aree verdi 2,4 milioni a vario titolo non sono sufficienti. 

Il Presidente D’Alfonso parla per più di un’ora, spaziando con la sua ben nota ars oratoria dalle tematiche di sviluppo a quelle ancora in sospeso dell’elezione del Garante: ad un certo punto è il presidente Di Pangrazio che, cedendo ai mugugni dell’Assise, chiede a D’Alfonso di chiudere in due minuti.

La sensazione, palese, è che la maggioranza stia cercando di allungare i tempi e di diluirli, visto anche che si è giunti all’accordo di concludere entro la mezzanotte: tutti gli emendamenti non discussi fino a quell’ora cadranno automaticamente. Pausa pranzo: e magari, nel frattempo, qualcuno potrebbe anche rispondere al telefono.

Ore 15:15. Le pressioni evidentemente hanno sortito l’effetto desiderato.

di matteo olivieri

Fanno il loro ingresso in aula consiliare, accolti da applausi, l’Assessore Donato Di Matteo e il consigliere Mario Olivieri, i due ‘ribelli’ senza i quali la maggioranza rischiava di non avere i numeri per approvare il bilancio. Grandi abbracci e strette di mano, soprattutto con il consigliere Olivieri: l’umore torna improvvisamente alto fra i banchi del centrosinistra.

Lo stesso Di Matteo si lascia andare ad un lunghissimo intervento, nel quale non risparmia stoccate e frecciatine a maggioranza e opposizione. Alla fine però arriva l’appoggio ai suoi

“Abbiamo il dovere di sostenere il bilancio, nonostante alcune questioni in corso. Dobbiamo combattere la demagogia e non correre dietro ai Cinque Stelle. Una legge vera sulla montagna, sulle aree protette, sull’urbanistica, sull’edilizia sociale: di questo abbiamo bisogno, perché non sono argomenti o leggi di serie c.”

Si intensifica, nelle more, lo scontro tra D’Ignazio e il centro destra, in particolar modo con il capogruppo di Forza Italia Sospiri. Il consigliere del Nuovo Centro Destra, accusato di ‘non fare più parte della minoranza’ rivendica la propria indipendenza e correttezza, nei confronti anche del mandato ricevuto dagli elettori.

Questo è il mio modo di fare politica, diverso da quello di Sospiri che è un ex fascista mentre io sono un ex democristiano. L’ho detto molte volte ai miei colleghi, ma non viene capito. Al giochetto di far mancare il numero legale per fare ostruzionismo e poi ottenere qualcosa non partecipo. Mi dispiace.

 

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