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Buon viaggio Fabrizia

Grande folla a Sulmona dalle prima ore di questa mattina per l’addio a Fabrizia Di Lorenzo, la trentunenne uccisa nell’attentato di Berlino.
Un lungo e composto applauso della folla ha salutato la bara al termine dei funerali celebrati nel Duomo di Sulmona per la giovane abruzzese. La giovane italiana, data per dispersa subito dopo la strage compiuta da Anis Amri il tunisino poi ucciso a Milano dalla polizia, lavorava da tre anni nella capitale tedesca ed era lì perché stava acquistando i regali. Alal cerimonia hanno partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Interno Marco Minniti.

L’editoriale di Fulgo Graziosi

Una parte intima della nostra essenza abruzzese parte con te e ti accompagnerà nell’importante viaggio che ti porterà al cospetto del Creatore. Non sarai sottoposta al giudizio universale, come i comuni mortali. Siederai, invece, al celestiale tavolo direzionale per mettere a disposizione del mondo il sapere divino. Forse non ti sarai accorta che non sei deceduta, ne sono convinto. Sei stata richiamata da Dio nel fiore degli anni perché ha bisogno di te. Serve, al Signore, una ragazza che conosca bene almeno quattro lingue, oltre alla nostra, per cercare di diffondere un importante concetto di vita che va scomparendo nella società attuale: la pace. Quella pace di cui tanto si parla, ma per la quale si fa sempre poco. Anzi, la mettiamo a repentaglio tutti i giorni, lasciando senza freni la nostra lingua, senza misurare la portata delle nostre parole e i danni che le stesse sono in grado di provocare. A volte penso che i giovani vengano richiamati a miglior vita per non farli assistere all’inarrestabile degrado sociale che abbiamo messo in movimento. Tutto il mondo moderato si è stretto attorno a te e alla tua famiglia, condannando la tragedia che ti ha coinvolto inconsapevolmente, mentre eri intenta a scegliere i regalini da portare ai tuoi per l’evento natalizio. Ti trovavi in quella piazza per scelta e destinazione, perché tu non eri più una ragazza abruzzese, o italiana. Non eri neppure limitatamente europea. Eri, sei e sarai una cittadina del mondo. Avrei voluto rifiutare l’idea del tuo decesso, soprattutto perché noi tutti avremmo avuto bisogno del tuo sapere e dei tuoi splendidi sorrisi. Con i miei limiti e con le mie scarse capacità, credo di non avere la levatura necessaria per estraniarmi dai processi della vita. Ho cercato di legare i miei pensieri anche a quel poco mio sapere. Ho richiamato alla memoria particolari conoscenze culturali. Nessuna di esse è riuscita a chiarire razionalmente il concetto della morte, condizionato, sicuramente, da un dominante egoismo personale. Ho riscontrato una pallida condivisione in un antico principio sancito da Epicuro: “La morte non esiste per noi perché quando noi siamo la morte non è presente e quando la morte è presente noi non siamo”. In questo tuo ultimo viaggio saremo in molti ad accompagnarti mentalmente, immersi in un profondo silenzio che attanaglia il cuore. Ci saranno i concittadini, gli abruzzesi, tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerti e di apprezzare le tue doti umane e professionali. L’Europa e il mondo intero faranno ala al tuo passaggio e, lassù, troverai un bel ragazzo con gli occhi azzurri, a me tanto caro, pronto a farti da guida per il tuo ingresso tra gli eletti. Buon viaggio Fabrizia. Nessuno di noi dimenticherà il tuo splendido sorriso.