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Giocattoli d’importazione tossici per i bambini

Potenziali rischi si annidano nel materiale plastico di cui sono composti molti giocattoli per bambini per l’utilizzo degli ftalati, sostanze tossiche che possono distruggere il sistemo endocrino.

Il pericolo viene dai giochi contraffatti e non certificati, nei quali sono presenti grandi quantità di ftalati, un tipo di sostanze tossiche che possono avere effetti devastanti nei bimbi. A lanciare l’allarme il Rapex (Rapid Alert System), circuito di cui fa parte anche il nostro Ministero della Salute, in ambito europeo, che ha segnalato la bambola “Fashion”, importata dalla ditta Diversity Fashion, una delle bambole più vendute in Italia, fabbricata in Cina.

Sui campioni prelevati sono state accertate percentuali di ftalati (“del tipo Dehp”) pari al 31% a fronte di un limite dello 0,1% imposto dal regolamento comunitario. Questo ftalato può nuocere alla salute dei bambini, causando possibili danni al sistema riproduttivo. Gli ftalati sono sostanze tossiche per organi riproduttivi, soggette a restrizione europea. Il loro utilizzo  non è consentito a concentrazioni superiori allo 0,1%, né nei giocattoli né negli articoli destinati all’infanzia. Il motivo della restrizione è dovuto al pericolo di esposizione che può derivare dal masticare o succhiare per lunghi periodi di tempo oggetti che contengono ftalati, distruttori del sistema endocrino umano». La presenza di ftalati nei giocattoli e il conseguente ritiro dal commercio in vari Paesi europei viene segnalato sistematicamente nel sistema RAPEX a partire dal 2005. Secondo gli ultimi rapporti del ministero della Sanità si tratta prevalentemente di articoli di origine cinese. Dal 2008 una media di più di 110 notifiche l’anno riguarda questa categoria di prodotti pericolosi, per la presenza degli ftalati oltre al limite consentito. Nel 2015 hanno rappresentato il 37% delle notifiche totali relative ai giocattoli. Giovanni D’Agata, presidente dello  “Sportello dei Diritti”  invita immediatamente le autorità competenti ad attivare un’azione di controllo del mercato, per il tipo di rischio cui è esposto il consumatore. Infatti, in Italia che ha delle norme rigidissime in merito, è vietata la commercializzazione e l’importazione di prodotti che contengano alti contenuti di ftalati. Il prodotto, oltre a rappresentare un rischio chimico dannoso per la salute umana, non è conforme al regolamento REACH, che prevede il divieto in Europa di circolazione di sostanze non registrate e prive di documentazione sui relativi rischi per salute e ambiente e sulle relative misure di prevenzione necessarie per evitarli. Inoltre per il fabbricante e l’importatore che immettono sul mercato giocattoli con  ftalati superiori allo 0,1%, ai sensi dell’art. 16 del Decreto legislativo 14 settembre 2009 n. 133, è prevista una sanzione penale con l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda da 40 mila a 150 mila euro.