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Don Chisciotte, tramonto con scivolate

Tasse. Polemiche. Abbandoni. Aeroporto. Accord…. . Strisce blu

Signore carissimo, devo dire che avete avuto sempre ragione. I giudizi, le raccomandazioni e i suggerimenti che mi avete dato sono stati sempre precisi e puntuali. Mi avevate detto che la tassa sui rifiuti avrebbe subito un altro aumento, oltre quello già pagato e, puntualmente, il grande Hidalgo ne ha dato l’annuncio.

Mia cara, leggi bene tra le righe. Non è un semplice annuncio. È un vero e proprio editto, come quello precedente. Aveva affermato che, se Renzi non avesse versato 16 milioni di euro per ripianare il bilancio, avrebbe applicato un forte aumento della tassa sui rifiuti. Non è stato mai così sollecito. Si è affrettato a notificare le bollette mentre il Governo effettuava il versamento della somma richiesta. I fondi sono arrivati e la tassa è stata regolarmente applicata. Hai capito?

Signore, ho capito e … anche bene. Infatti, ho pagato acconto e saldo. Le strade, però, sono ancora sporche; i tombini non assorbono l’acqua piovana; la raccolta dei rifiuti non funziona e l’erba cresce indisturbata lungo le strade. Con questa bella situazione si ipotizzano ulteriori aumenti?

Signora mia, non si ipotizza nulla. Esiste la certezza del prossimo aumento. Don Chisciotte ha già tentato una volta la sortita. Non è andata a buon fine perché i cittadini e l’opposizione guidata da “Zorro” hanno fatto ritirare la proposta. Non l’ha strappata e neppure annullata. La tiene in caldo e, quanto prima, la tirerà fuori, proprio come l’altra volta, perché il bilancio comunale si può pareggiare solo con i “rifiuti”. Mi sembri una persona attenta e non ti sei accorta che la tassa sui rifiuti, come la paghi tu, non l’ha pagata nessuno. Quelli che ancora non rientrano nelle rispettive abitazioni, anche se sono pronte da diversi mesi, non l’hanno pagata e non la pagheranno per il momento.

Signore mio, non è una bella notizia. Non vorrei usare un certo epiteto, per il rispetto che vi porto, ma è una vera e propria presa per i fondelli.

Carissima, ti prego, fermati. Non andare oltre, altrimenti dovrebbe intervenire la censura per cancellare tutti i tuoi improperi. Le conseguenze, poi, potrebbero essere pesanti.

Signore, taccio. Una cosa la vorrei dire, con garbo. Il grande Hidalgo qualche giorno fa ha iniziato a polemizzare con gli ingegneri. Ha detto che la colpa della lenta ricostruzione è causata dai troppi incarichi professionali, dalla carenza degli elaborati, dalla scarsa attendibilità dei documenti presentati. Gli uffici comunali, invece, funzionano alla perfezione. Può essere?

Signora carissima, chi meglio di te può testimoniare il contrario. Hai presentato il progetto di ricostruzione della tua modesta casetta completo tanto tempo fa. Mi sbaglio?

Signore, voi non sbagliate mai. Sono trascorsi ben tre anni dalla presentazione del progetto. Sono andata con l’Ingegnere per accertarmi della regolarità della pratica. Il funzionario: sta tutto a posto. Vi faremo sapere noi. Dopo sei mesi mi hanno detto che mancava una virgola. Dopo nove mesi pensavo proprio che fosse stata partorita l’autorizzazione. Invece, mi hanno detto che mancava un accento che avrebbe potuto compromettere il significato della richiesta. Ho corretto tutto. Ho spolverato l’intero faldone per paura che la polvere potesse compromettere la scrittura. Risultato. Sono ancora in attesa di giudizio.

Signora cara, non ti arrabbiare. Non ne vale la pena. Preoccupati, piuttosto, di fare testamento. Lascia tutto ai nipoti. Forse loro si ricorderanno la ricostruzione della tua casa. Altro che polemiche!

Signore, voi che sapete tutto, potreste dirmi qualcosa in merito alle rinnovate dimissioni dell’illustre Primario della Neurochirurgia?

Carissima, purtroppo è vero. Da questa città se ne andranno tutti. Non si trova un amministratore  capace di difendere quello che ci hanno lasciato in eredità i nostri predecessori. Guarda come stanno andando le cose e giudica. Chieti e Pescara, ormai sono unite, avranno la struttura ospedaliera di secondo livello. Non hanno ancora finito di realizzare l’ospedale di Chieti, che ne hanno messo in cantiere uno nuovo. Teramo sta realizzando l’idea degli ospedali riuniti con Giulianova e Atri e, perciò, avrà diritto alla stessa qualifica di Chieti. Avezzano e Sulmona stanno realizzando i nosocomi nuovi e, forse, si uniranno per creare i presupposti uguali a quelli di Chieti e Teramo. Quello aquilano sarà ulteriormente declassato irreversibilmente. Chi vuoi che rimanga a fare servizio in un semplice ambulatorio. Ecco perché se ne stanno andando tutti, oltre a quelli in via di licenziamento.

Signore, quale sarà il futuro dell’Aeroporto dei Parchi?

Mia cara, sarà riservato soltanto ai volatili migratori, le cicogne e, forse, al trasporto degli animali da reintegrare nei “Parchi” abruzzesi. Una cosa è certa. La struttura aeroportuale farà la fortuna dell’impresa affidataria della concessione che, pur avendo speso pochi spiccioli, incasserà tanti soldoni per la rescissione del contratto.

Signore mio, è vero quello che si sente dire della famosa “Accord …”. È una semplice diceria?

Carissima, i sigilli delle Fiamme Gialle sono messi a fuoco. Non sono uno scherzo. Lo scherzo è stato fatto, invece, a quei poveri esodati che avrebbero dovuto essere riassorbiti. Si prevedono tempi brutti.

Signore mio caro, su una cosa ci troveremo sicuramente d’accordo. Sulla esaltante discesa in campo di Don Chisciotte per la partita del cuore con gli attori. È apprezzabile lo spirito e la finalità della partecipazione.

Mia cara signora, la scelta non è stata del tutto occasionale. Ha deciso di scendere in campo con gli attori per due ben precisi motivi. Si sente attore e si è sempre esibito come tale. Amante dei monologhi. Ha preferito parlare da solo nelle conferenze e nelle trasmissioni televisive, evitando accuratamente il confronto, non nella recitazione, ma nel raffronto delle idee. È sceso in campo in pantaloncini corti bianchi per far capire meglio agli aquilani che l’Amministrazione comunale è in “mutande” a tutti gli effetti. Infine, ha fatto delimitare il campo di calcio con le strisce blu, anziché bianche, per creare “innovazioni e riforme”. L’unica innovazione è costituita dal fatto che, correndo, è scivolato proprio sulle strisce blu e ha dovuto ritirare anche la proposta delle soste a pagamento.

Signore, un particolare vi è sfuggito. Don Chisciotte fa pagare alle imprese anche la tassa di occupazione di suolo pubblico per la ricostruzione dei fabbricati danneggiati dal sisma.

Mia cara, è roba vecchia, consolidata e giustificata dal fatto che il Comune agevola i cittadini e le imprese che ricostruiscono la casa, perché così si favorisce la rinascita, non della città, ma del disastrato Comune. Ricordati che, se non dovesse arrivare il contributo del Governo per il ripianamento del bilancio, sarai condannata a pagare i debiti comunali fino alla settima generazione. Vuoi sapere le dimensioni del buco nero dei conti comunali? Chiedilo a Don Chisciotte, perché non sono in grado di darti una corretta informazione. Vedo tutto buio.

Signore mio, non voglio sapere nulla di più. Mi bastano queste notizie. Richiamatemi urgentemente accanto a voi. Vi prego di salvare dalle gabelle “Chisciottiane” figli, nipoti, pronipoti e successivi discendenti. E così sia.