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La Finanza chiude Accord Phoenix

“In questo paese è impossibile lavorare” – il commento di Francesco Baldarelli direttore generale di Accord Phoenix dopo il blitz della Guardia di Finanza nello stabilimento dell’azienda.

Il sequestro del sito è scattato dopo una lunga ispezione delle Fiamme Gialle:  “Per una giornata intera” – precisa Baldarelli – “hanno setacciato la fabbrica”.  Nel mirino lo stoccaggio di rifiuti pericolosi per complessivi 105mila chilogrammi di scarti di materiale elettronico, seppure non fossero state istruite le dovute autorizzazioni – come riporta Il Messaggero di questa mattina.

“Se abbiamo fatto qualche errore cercheremo di rimediare e chiarire. Adesso dobbiamo tutelare azienda e posti di lavoro, quindi la strada che percorreremo è quella del ricorso per sbloccare questa situazione” – aggiunge Baldarelli raggiunto telefonicamente dal Capoluogo e che non nasconde la sua amarezza.

Oltre ai rifiuti anche le localizzazioni degli impianti acquistati per l’avviamento della prima linea di produzione, vale a dire i macchinari per la lavorazione e il recupero dei Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). I macchinari provenienti da Francia e Germania non sarebbero stati localizzati secondo quanto stabilito nella prima autorizzazione rilasciata dalla Regione.

L’Accord è la prima azienda in Europa che rigenera i materiali di scarto fino al 96%, rimettendoli sul mercato sotto forma di rame, alluminio e acciaio.

Ci potrebbero essere di mezzo gli interessi che girano nel settore composto da una grande filiera.  (Roberta Galeotti, Francesca Marchi)