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Tribunali: pressioni locali, il Governo nicchia

Difficile salvare i Tribunali minori abruzzesi: o almeno, tutte e quattro le sedi in bilico (Vasto, Avezzano, Sulmona e Lanciano).
Si può riassumere così la situazione delineatasi nelle ultime ore, a fronte di dichiarazioni, incontri e comunicati stampa che si sono rincorsi riaccendendo la querelle sulla chiusura dei Tribunali minori in Abruzzo.

Tutelare i presidi della legalità sul territorio regionale e lavorare, ognuno al proprio livello, per ottenere una proroga al termine stabilito di chiusura, ovvero il 2018: così il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio alla fine dell’ incontro tenutosi a Pescara, proprio sul tema con i sindaci delle città capoluogo, quelli delle città sedi delle circoscrizioni giudiziarie interessate e i parlamentari abruzzesi (fra i quali Castricone (Pd), Amato (Pd), Pelino (Fi), Colletti (M5S), Melilla (Si), Fusilli (Pd), Pezzopane (Pd).

Pressioni importanti da parte del territorio che potrebbero, a ben leggere le dichiarazioni, influire,seppur parzialmente, sulle decisioni del Governo.

Nella campagna elettorale per il Sì, il Ministro Orlando in Abruzzo aveva affermato che le decisioni di chiusura sui Tribunali Minori abruzzesi erano definitive. Cosa che non viene confermata appieno nel comunicato diffuso dall’ufficio stampa del Ministero di Giustizia, in cui si legge che “si deve tener conto di quello che è successo in questi anni e valutare gli aggiustamenti da fare“, pur ritenendo “sbagliato fare dell’Abruzzo un’eccezione a livello nazionale con infinite proroghe di una condizione indefinita.”, come si legge in una nota

E difatti, nelle dichiarazioni del Sottosegretario uscente alla Giustizia, Federica Chiavaroli, si intravede un barlume di speranza. “Ora perché il Parlamento possa tornare indietro rispetto ad una decisione già assunta, è necessario che la comunità abruzzese politica si metta d’accordo. Se noi abbiamo a cuore il nostro Abruzzo e i nostri territori, dobbiamo metterci d’accordo – aggiunge – fare una proposta che magari proponga di salvarne uno, due, e sono certa che in questo modo questa proposta possa essere valutata dal Ministero della Giustizia, ma soprattutto dal ministro dell’Economia e delle Finanze che è il vero osso duro in questo momento. Per questo ritengo questa una riunione utile per riuscire a trovare una convergenza rispetto ad una soluzione di questo tipo”.

Il senatore 5Stelle Gianluca Castaldi avanza la proposta: un emendamento nel prossimo Milleproroghe a firma di tutti, 5 Stelle compresi, per accorpare Sulmona con Avezzano, il più grande dei 4; Vasto, che tratta processi di criminalità organizzata, con Lanciano, il più antico.

Insomma, non potranno rimanere aperti tutti e quattro i Tribunali soppressi, ma si potrebbe fare una scelta di salvaguardia di alcuni. Sempre che la politica locale giunga ad un accordo che, al momento, pare assai lontano

(e.f.)

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