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Il rientro post Referendum, lavori lenti e pasticciati

Deluso chi si aspettava un cambiamento di marcia nei lavori del consiglio regionale dopo il roboante successo del No nel Referendum. Un po’ come successo a livello nazionale, anche in Regione Abruzzo non cambia nulla, nemmeno la lentezza dei lavori.

Il rientro in Aula post Referendum consegna un’Assemblea confusa, pasticciata, dove rinvio dopo rinvio si arriva al pomeriggio e con interventi dopo interventi si aggiungono punti ad un ordine del giorno già pieno zeppo. Difficile credere che si arrivi a discuterli tutti e difficile anche pensare che si esca da palazzo dell’Emiciclo prima della notte inoltrata. C’è da chiedersi, peraltro, perché si stili un ordine del giorno, per la seduta del consiglio regionale d’Abruzzo, se poi durante i lavori questo viene stravolto da inserimenti fuori sacco.

Di carne al fuoco ce n’è tanta, di problemi da risolvere anche. Uno per tutti, il COTIR, ente di ricerca i cui dipendenti sono in Aula per chiedere, ancora una volta, ciò che è loro dovuto: il pagamento di quasi due anni di mensilità. Situazione che non si riesce a sbloccare, insieme a quella del CRAB e del CRIVEA, portata più volte all’attenzione dell’Aula sia dalla maggioranza sia dall’opposizione. Una Risoluzione di Olivieri, approvata all’unanimità, impegna il Presidente e la Giunta a trovare i fondi: chissà se l’ennesimo appello servirà a risolvere lo stallo.

Da un punto di vista di equilibri politici, invece, pare essersi calmata la situazione in seno alla maggioranza di Governo. Assente Gerosolimo per motivi di salute, assente Di Matteo per motivi analoghi, c’è il solo Olivieri fra i tre ribelli che però oggi – e non solo oggi a dire il vero- impiega le sue energie per produrre e discutere progetti di legge e risoluzioni. Certo, la maggioranza non è proprio solida nei numeri oggi in Aula, ma la minoranza di centro destra a volte gli tende una mano e la fa uscire dal guano, in cambio di qualche concessione.

Una strategia trasversale che consente al consiglio di approvare provvedimenti anche spinosi e che si erano arenati.

E’ il caso della legge REASTA, finalmente arrivata alla conclusione del suo iter dopo vari sgambetti politici, ma anche della variazione del Bilancio, opportuna per ripianare il rosso dei conti legati alla tematica Trasporti.

Passano anche provvedimenti, di contro, su temi che stanno molto a cuore della minoranza, quali l’accoglienza ai migranti – o meglio, quello che è stato definito business dell’accoglienza.  “Il Consiglio Regionale ha approvato ora questa nostra Legge” spiega su Facebook il consigliere Sospiri. “Se tu hai un Hotel che ospita i presunti profughi, tu non prendi i soldi della 77 (la legge per finanziare le strutture turistiche). O l’uno o l’altro. Piccolo stop al business sui presunti profughi, altro seguirà.” L’assessore Sclocco, Paolucci e il Sottosegretario Mazzocca si astengono.

Fra gli altri provvedimenti: quelli per i fondi alle imprese che gravitano attorno al Porto di Pescara (200mila euro a quelle del terziario), quella sul caregiver familiare (per dare piena valenza al ruolo sociale di tutti quei soggetti che in ambito famigliare assistono, in modo continuativo, tutte le persone non autosufficienti) e per l’edificazione di casette provvisorie nei territori rurali dei comuni colpiti dai terremoti degli ultimi mesi. Quest’ultima è stata particolarmente dibattuta, visto che il modello l’Aquila e le sue mille casette (abusive ma tollerate) non paiono affatto essere l’esempio da seguire.

In sostanza si dispone la possibilità di costruire su terreni agricoli alloggi rurali di 40 metri quadrati su lotti minimi di 1.000, mini-alloggi nelle aree coinvolte dalla crisi sismica avviata il 24 agosto con la scossa di Amatrice. “Si tratta di disposizioni straordinarie e urgenti per venire incontro alle popolazioni colpite – spiega il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci – evitando gli scempi urbanistici che si sono verificati a causa di un simile provvedimento per il sisma dell’Aquila. In questo modo si eviterà lo spopolamento”.

(in aggiornamento)

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