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REASTA, quella legge s’ha da fare

di Eleonora Falci

Si erano avventurati con pantaloncini corti e scarpe da ginnastica, a 2700 metri d’altezza, sul Passo del Cannone, versante Nord del Gran Sasso.

Ieri tre turisti romani sono stati recuperati dal Soccorso alpino e speleologico quando si sono accorti, per usare un eufemismo, di non essere in grado di scendere a valle dopo l’escursione che li aveva portati a pochi passi dal rifugio Franchetti.

Era inizio 2016 quando, su questo giornale, iniziammo a parlare di REASTA, la legge regionale targata Pietrucci e Monticelli, destinata a regolamentare gli interventi di soccorso in montagna, facendo pagare quelli non necessari e che mettono in pericolo la vita anche dei soccorritori.

Il caso di ieri sarebbe stato da manuale: imperizia degli escursionisti, abbigliamento e attrezzatura non adeguata, sottovalutazione del rischio sono tutti elementi che nella futura legge sono indicati come caratteristiche per far pagare l’intervento a chi si avventura senza la cognizione di quello che sta facendo.

Eppure, siamo ancora a parlare di futura legge: già, perché la REASTA, progetto il cui percorso è davvero unico, visti i moltissimi tavoli di concertazione e i tanti punti di vista (esperti, soccorritori e forze di polizia) espressi, è bloccata in Commissione per quello che abbiamo più volte definito uno sgambetto politico.

L’Assessore Di Matteo, uno dei ribelli, ha difatti messo il veto su questa legge in consiglio regionale, lamentando di non essere stato coinvolto, lui che ha la delega alla Montagna, nei tavoli. Uno scontro tutto politico, di fatto, arrivato nell’Aula del consiglio regionale lo scorso 15 novembre quando Pietrucci era già pronto per discuterlo e che si intreccia con lo stallo dell’attività politica in Regione: ore e ore di consigli, commissioni e riunioni che arrivano ad un numero davvero esiguo di provvedimenti presi negli ultimi, almeno, sei mesi.

Il consigliere aquilano si imbufalì per la presa di posizione dell’assessore ostile, visto che il ritardo nell’approvazione della legge avrebbe comportato una mancata entrata in vigore nella stagione invernale, appena iniziata. Ma tant’è: oggi se ne torna a parlare, sia per il fatto di cronaca appena avvenuto, sia perché proprio oggi è prevista in Regione una conferenza stampa targata Pietrucci, alla quale è invitato a partecipare anche DI Matteo, sui progetti per lo sviluppo della montagna.

Pare scontato dirlo: questa legge s’ha da fare per molteplici motivi e il primo di tutti è legato allo spreco di risorse economiche, visto che ricade sulle spalle di tutti i contribuenti anche l’intervento del soccorso in casi evitabili, come quello degli escursionisti romani.

Vedremo se con la mutata condizione politica regionale si riuscirà a far approvare finalmente questa legge: con la vittoria del No al Referendum e i conseguenti riposizionamenti, con il Presidente D’Alfonso che si impegna a rimanere fino a fine mandato e, implicitamente, ad allargare la maggioranza, c’è speranza che qualcosa, finalmente, si muova.

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