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Ancora alta pressione, segnali di cambiamento dopo il 20 Dicembre

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L’Alta Pressione non molla la presa in queste prime due decadi di dicembre.
Un fisiologico riaccorpamento del Vortice Polare e la spinta verso ovest di un suo derivato, Vortice Canadese, stanno permettendo ad un Campo di Alta Pressione sviluppato per meridiani di occupare il bacino del Mediterraneo compresa l’Italia.
Certo, siamo all’Aquila, e l’Inverno nel nostro territorio si avverte sempre, anche in situazioni anticicloniche, soprattutto riguardante le temperature minime che sistematicamente si spingono sotto lo zero anche di diversi gradi.
L’esempio è Stiffe, che con i suoi soli 557m s.l.m., ha toccato picchi di -9.4°C.
Poi le nebbie e il poco irraggiamento solare fanno il resto.
Tuttavia mancano le precipitazioni e questo scontenta soprattutto gli amanti degli sport invernali ed i tifosi della neve.
Ci sta! La statistica ci dice che in passato, prendendo l’arco temporale dal 1960 al 1990, di dicembri senza pluviometria ce ne sono stati tanti, soprattutto nelle loro prime due decadi.
Per toccare un santo, pensate al dicembre 1984, addirittura sopra media termica e con assenza di precipitazioni per le prime due decadi.
In quell’anno ci fu un cambio graduale nella terza decade, che portò a vivere nei primi dieci giorni del gennaio 1985 una delle ondate di gelo e neve più intense della storia.
Insomma, se pur con tutte le imprecazioni del caso, non ci si deve e non si può certamente scandalizzare per questo avvio stagionale.
Quando un cambio o una via d’uscita da questa situazione?
Segnali, chiamiamoli come giusto che sia senza creare facili entusiasmi, ci sono, guarda caso, proprio buttando lo sguardo all’ultima decade del mese.
Il Vortice Canadese potrebbe iniziare a faticare nello spingersi verso ovest, tentando delle prime frenate; l’Alta Pressione mostra cenni per quel periodo di rotazione verso nord-est e spostamento del suo baricentro verso ovest; cenni di formazione di un Alta Pressione Russa-Siberiana.
Questi segnali che provengono dal futuro, potrebbero procurare a ridosso del Natale una circolazione fredda da est verso ovest foriera di gelo e con conseguenze atmosferiche ovviamente da valutare; successivamente verso fine anno e ad inizio 2017 a più importanti azioni meridiane o retrogradi di aria artico/continentale verso le basse latitudini europee e mediterranee.
Ripeto, parliamo di segnali che andranno poi valutati e rivisti in corso d’opera, per capire se effettivamente in terza decade ci si avvierà verso un cambio o più cambi di scenari o se, aimè, ci ritroveremo in una situazione di stallo.
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