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Una valanga di no sommerge Pezzopane e Cialente

Un’affluenza inusuale ha portato alla vittoria dei ‘No’, nella tanto attesa domenica del Referendum. Renzi si è dimesso e domani ci sarà la direzione del PD. Ora la palla passa al Presidente Mattarella che dovrà decidere come e quando portare l’Italia alle elezioni.

Il dato che emerge a livello nazionale è la fine dell’Io, la fine dell’era delle autarchie, il periodo in cui le riforme si sono fatte a suon di maggioranza e senza la condivisione di tutte le forze politiche, da Prodi a D’Alema, da Berlusconi a Renzi.

A livello locale almeno tre sono i grandi sconfitti Luciano D’Alfonso, Stefania Pezzopane e Massimo Cialente, che tanto si sono spesi a favore del ‘sì’, incassando una sonora bocciatura.

Tutto dipende dalla Direzione del Pd di domani in cui si capirà chi sarà il nuovo interlocutore politico del partito. La sconfitta politica potrebbe, infatti, non intaccare la forza dei nostri corregionali qualora Renzi continuasse ad essere il leader indiscusso del Pd.

LA REGIONE

Se si andasse a votare a primavera con l’Italicum, Luciano D’Alfonso sarebbe pronto a candidarsi alla Camera nel collegio Pescara/Chieti, di cui sarebbe il capolista (cioè l’eletto sicuro); nel collegio Teramo/L’Aquila la partita si gioca tra Stefania Pezzopane e Tommaso Ginoble. La trattativa tra i due si procrastina da mesi e l’accordo tra chi sarà capolista e chi dei due sarà secondo (con il dubbio di essere eletto) passa attraverso un accordo politico che prevede un ticket … al secondo. Non si è esposto molto il vice presidente della regione Abruzzo Giovanni Lolli, che è rimasto dietro le quinte e non ha partecipato, come Cialente e molti altri esponenti del Pd aquilano, alle 100 manifestazioni per il ‘Sì’ organizzate dalla Pezzopane.

IL COMUNE DI L’AQUILA

La partita per la candidatura a sindaco di L’Aquila, alla luce di tutto ciò, si fa ancora più interessante, riconoscendo rinnovato splendore a coloro i quali hanno vinto il referendum e chiedendo pegno a quelli che hanno perso.

Tra i vincitori del ‘No’ del centro sinistra spicca il presidente del Consiglio Comunale Carlo Benedetti, che sin dalla prima ora si è schierato contro questa riforma e molto si è speso per il ‘no’ che politicamente ha rafforzato la sua posizione.

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