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Non solo referendum: ad Avezzano il No è al governo

di Roberta Galeotti

Ad Avezzano la democrazia è particolarmente viva. Questo dice la percentuale degli elettori che sono andati a votare ieri per il referendum costituzionale, di dieci punti superiore alla media nazionale. Ben il 70% dei cittadini di Avezzano ha detto un fragoroso NO alla Riforma costituzionale Renzi-Boschi e, più ancora, al governo del “rottamatore”.

Una percentuale del 70% per il NO presume ed implica un voto di significato chiaramente politico. E’ un NO al Governo nazionale, al Governo regionale, al Governo locale. E’ un NO contro chi governa, che evidentemente, secondo i cittadini, governa male. Il risultato è la bocciatura, non imprevista ma non prevista in queste dimensioni, di un’intera fase politica, che l’annuncio di dimissioni del premier sigilla per sempre. Il renzismo è finito, ma gli epigoni di Renzi sul territorio fanno finta di niente. Quel dieci percento di NO in più, ad Avezzano, assume un significato enorme. I cittadini di Avezzano hanno bocciato la politica dei fratelli Di Pangrazio. Un NO ad un’amministrazione che tanto ha promesso e poco ha realizzato, sia al Comune che alla Regione. Una bocciatura senza appello anche del metodo politico dei due.

E poi un NO alla Regione a guida D’Alfonso, che ha emarginato la capitale dei Marsi su tutte le scelte che contano, dalle infrastrutture strategiche alla presa in giro del “Progetto Marsica”, dall’Interporto mai aperto, alla ferrovia mai potenziata, dall’Accademia di cucina solo promessa, al Masterplan che ha destinato solo briciole a questo territorio abbandonato.

Un NO alle vergognose passerelle di ministri (ormai ex), che insieme ai dipangrazio ed al sempre presente On.le Piccone hanno visitato la Marsica in queste ultime settimane per sostenere il Sì e promettere la luna.

Insomma la sconfitta, ad Avezzano, ha un nome e cognome: fratelli dipangrazio, mentre Piccone sarà velocissimo a riposizionarsi nell’alveo a lui naturale del centrodestra. Va ovviamente in frantumi l’aiutino che lo stesso Piccone avrebbe dovuto dare a Gianni per la difficile rielezione a Sindaco e va in frantumi l’aiutone del partito di Alfano, l’NCD, a D’Alfonso in Consiglio regionale, dove tra pochi giorni si tornerà a parlare della mozione di sfiducia a Peppe Di Pangrazio (e senza i voti di Alfano, i numeri ora ci sono).

Insomma, per i dipangrazio una sconfitta totale. Hanno provato a cavalcare il Sì, ne sono usciti con le ossa rotte. Un giudizio senza appello che porterà alla fine del renzismo e dei suoi facili alleati locali. E forse qualcuno proverà a parlare anche dentro il PD di Avezzano, ridotto al retrobottega della premiata ditta, un partito quasi liquefatto e senza appeal alcuno, come i risultati referendari sigillano.

Eppure da quel dieci per cento in più, è arrivato da Avezzano un messaggio di protesta ma anche di grande responsabilità. Toccherà in primo luogo alla società civile di Avezzano fare in modo che l’amministrazione comunale interpreti al meglio il responso popolare, senza tentare improbabili rivincite. Analizzando i rapporti di forza, i fratelli devono capire che i loro margini sono ormai limitati. Si facciano da parte, per il bene della Marsica, hanno avuto la loro occasione e l’hanno definitivamente sprecata.

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