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L’Aquila, stravince il No: reazioni e nuovi scenari

di Eleonora Falci

Vince il No e Matteo Renzi si dimette. Questo l’esito del Referendum Costituzionale che, nella giornata del 4 dicembre, ha portato quasi il 70% degli aventi diritto a votare.

Risultato confermato, in proporzioni, anche nella nostra regione. All’Aquila la vittoria del No al Referendum costituzionale è stata netta, se possibile ancor di più che a livello nazionale: 64,5% contro il 35,5% dei Sì.

Dopo lo scrutinio avvenuto negli 81 seggi comunali, si sono registrati 13.798 Sì (pari al 35,54%) e 25.023 NO (pari al 64,46%). Hanno votato 39.080 elettori su 55.698 aventi diritto, pari al 70,16%.

Da domani si apre un nuovo capitolo politico che potrebbe investire direttamente L’Aquila e l’ Abruzzo, considerate da una parte le elezioni amministrative della prossima primavera, dall’altra il diretto coinvolgimento della Regione e del suo Presidente Luciano D’Alfonso nella campagna per il Sì, andata fallita senza troppi complimenti (e forse il flop nella chiusura della campagna qualcosa poteva anche indicare).

Esulta chi ha sostenuto le ragioni del No: primi su tutti a rilasciare dichiarazioni gli esponenti aquilani di Noi Con Salvini, all’interno del Comitato Aquilano per il NO. Luigi D’Eramo: “Con la vittoria del No abbiamo salvato l’Italia, con la vittoria del No a L’Aquila abbiamo salvato il futuro della città. La triade del PD aquilano esce sconfitta e a maggio li manderemo a casa. Ora avanti con le primarie! Tutti abbiano il coraggio di far scegliere il candidato sindaco ai cittadini. No agli inciuci, No ai giochi di potere, No alle vecchie logiche dei partiti, No ai sondaggi che anche questa volta non hanno mostrato affidabilità. ”

“Il renzismo è finito!” dice senza alcun giro di parole Carlo Benedetti, presidente del consiglio comunale aquilano, da sempre testimonial del NO tra le fila della maggioranza. Benedetti rivendica il voto contro questa riforma costituzionale (di cui “conosciamo, tra i pochi, dettagliatamente i contenuti e le finalità”) e prevede: “adesso guardate da domani i riposizionamenti”

Uno sguardo ai ‘riposizionamenti’ lo lancia anche Enrico Verini, ex consigliere comunale: “Oggi Renzi ha indubbiamente perso la battaglia. Ma occhio: il 42 % dei Sì sono i suoi voti per la massima parte. Nel 58% dei NO c’è una somma di diversità che da domani saranno divise”.

Sul fronte Regione, ad esultare sono i forzisti Febbo e Sospiri, su tutti. Mentre Sospiri scatta selfie sorridente dal comitato per il No di Pescara, Febbo sottolinea che “in Abruzzo è il quarto dato negativo per il Sì: solo il 36,07 ℅. Sarà colpa di D’Alfonso??? Certo che Sì e ora scriva una bella lettera di scuse agli abruzzesi”.

foto varie post referendum

Non parla il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso, la cui immagine rimbalza sui social network in diverse vignette.

foto varie post referendum

Esultano i 5 Stelle. Sorriso smagliante per Sara Marcozzi: “ha vinto la democrazia. L’Italia s’è desta! Una lezione per tutti: non si può mentire per sempre agli italiani senza subirne le conseguenze. Addio Renzi. Andiamo a votare immediatamente.

foto varie post referendum

Leandro Bracco (Gruppo Misto) parla di umiliazione per Renzi e di bocciatura della “strategia politica del peggior Capo dello Stato che il nostro Paese abbia mai avuto ossia Giorgio Napolitano. L’Italia per rinascere e tornare a essere ciò che è stata ha bisogno di nuovi statisti. Nuovi statisti che non sono e mai saranno i due soggetti di cui sopra.”

Primo fra i membri della maggioranza (e unico per larga parte della notte) a parlare è Camillo D’Alessandro. “Ora la palla passa a chi ha vinto. Facciano loro una legge elettorale. I risultati elettorali possono non piacere , ma si rispettano sempre ed in democrazia chi vince dopo la festa ha l’onore e l’onere di fare.”

E’ presto per i giudizi e le conclusioni. Ma ciò che è certo è che si aprono da oggi nuovi scenari: il panorama più incerto sembra ad oggi quello regionale, con un governo claudicante e sempre sul filo, un Presidente di Regione che ha fortemente legato la sua immagine a quella del dimissionario Presidente del Consiglio e della cui candidatura alle prossime elezioni politiche si parla già da mesi.

Al tempo stesso, le beghe interne la cui risoluzione è stata rimandata al post referendum (ribelli e sfiducia al Presidente del Consiglio Di Pangrazio) potrebbero scoppiare definitivamente, portando a nuove elezioni anche alla Regione.

All’Aquila, dove la campagna elettorale è di fatto già iniziata, nel borsino salgono i salviniani e quegli esponenti – vedi Benedetti – che non hanno avuto nel governo nazionale guidato da Renzi un punto di riferimento.  

E la “triade“?  L’unica a esprimersi, ma sulla “Renxit” è la senatrice Stefania Pezzopane: “Accolgo con rispetto il voto, la costituzione rimane bloccata ed anche il senato con i 315 senatori che ovviamente ringraziano. Ascolto il discorso di Matteo Renzi e penso che è stato molto incisivo ed emozionante. È stata una straordinaria battaglia, sono felice di averla fatta, mi sento molto più forte.”