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D’Alfonso incassa la sconfitta e cerca alleati

di Eleonora Falci

Gli Abruzzesi torneranno a votare fra 29 mesi.

Ci tiene a mettere le cose in chiaro il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, dopo lo schiacciante risultato del Referendum che ha visto il NO affermarsi in tutta Italia e con grande successo anche in Abruzzo.

La sua nota arriva attorno a mezzogiorno: ci sono volute diverse ore per digerire la sconfitta, ore in cui a parlare sono stati i “vincitori”. Ma come si confà al Governatore, ogni parola è ponderata. Ogni frase ha dietro una strategia, un preciso significato, e questa volta il significato è: “Non mollo”.

Uno smarcarsi da Renzi? Ni.

No, perché se tornasse indietro rifarebbe tutto quello che ha fatto, anche di più.Ho sostenuto con tutte le mie forze il progetto riformatore e l’esperienza di governo di Matteo Renzi, e se potessi tornare indietro lo rifarei persino con maggiori energie, perché sono convinto della bontà di quanto veniva proposto. Sostengo ancora di più la sua attività, poiché ogni volta che c’è stato un problema lo abbiamo sempre trovato presente come persona e come istituzione” dice.

Sì, perché comunque va avanti e porta avanti il mandato regionale, nonostante quelli che gli si pongono davanti siano ostacoli non da poco. D’Alfonso dovrà guardarsi dal fuoco amico di assessori e consiglieri ribelli, che potrebbero sfruttare le crepe nel Partito Democratico a proprio favore. Ma anche, ovviamente, dalle opposizioni, ringalluzzite dal risultato elettorale.

Certo, per la Regione e i suoi obiettivi (Masterplan e fondi vari) non cambia molto con le dimissioni di Renzi: lo sottolinea anche D’Alessandro, fra i pochi a parlare nelle ore immediatamente successive alla chiusura delle urne. (Per quanto riguarda il Masterplan i fondi sono stati già approvati dalla Corte dei Conti)

In tutto questo, però, D’Alfonso specifica: “Naturalmente alle elezioni territoriali metteremo in campo il lavoro straordinario di una grande coalizione, nella quale i protagonisti cresceranno a vista d’occhio“. Porte aperte quindi a chi volesse far parte del grande progetto della “Regione facile e veloce”: un messaggio diretto a chi fino a ieri era dato per prossimo consigliere, se non assessore – Giorgio D’Ignazio, NCD – e ora, dopo il risultato delle urne, non è più così sicuro. D’altro canto, gli equilibri a livello nazionale contano eccome: se è vero che il governatore abruzzese e il Sottosegretario Chiavaroli lavorano sottotraccia gomito a gomito, è pur vero che c’è una parte di NCD che dopo il Referendum sta pensando al ritorno di fiamma con Forza Italia. 

Saranno 29 mesi difficili, questo è certo.

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