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Rifiuti, Di Pangrazio non risponde. Vice e Assessore sì

di Pierluigi Palladini

È ben strana l’Amministrazione del DiPangrazioSindaco ad Avezzano.

Qualunque sia la domanda posta al primo cittadino, immediatamente si trova un assessore, un vice sindaco, un dirigente, un affine, un familiare, un amico, insomma qualcuno disposto a rispondere al suo posto. Un atteggiamento che può significare la totale mancanza di rispetto per oppositori, critici e stampa che non si allinea al coro giubilante, oppure che non si saprebbe cosa rispondere ed allora si passa la patata bollente ad altri. Oppure entrambe le cose insieme.

Ed allora accade che all’interrogazione inviata al DiPangrazioSindaco sulla questione rifiuti, guadagni in crescita e Tari sempre al massimo per i cittadini, a firma dei consiglieri di opposizione Barbonetti, Gallese e Lamorgese, invece di rispondere il chiamato in causa, rispondano il RobertoVerdecchiAssessore e il FernandoBocciaVicesindaco. Una risposta dai soliti toni aggressivi e livorosi contro l’opposizione, che si tenta di screditare parlando di un trascorso dei tre nelle file della maggioranza (in quella fase andavano bene) poi tornati all’opposizione (quindi ora non vanno bene più e tornano fra i “cattivi”) e della loro partecipazione all’Amministrazione Floris che avrebbe fatto lei un contratto con Tekneko poco vantaggioso e che solo ora, grazie a questa amministrazione, si è potuto cambiare ma a partire dal 2018 (leggasi dopo le elezioni comunali e poco prima di quelle politiche).

Il tutto condito da considerazioni sui tre davvero poco eleganti e in qualche passaggio anche con toni,  giornalisticamente parlando, da sottinteso sapiente.

Ma i tre chiamati in causa dai sostituti del DiPangrazioSindaco, non si sono lasciati intimidire e rispondono per le rime: «I consiglieri di Partecipazione Popolare – scrivono Barbonetti, Gallese e Lamorgese – hanno presentato, a norma di legge, una interrogazione al Sindaco Di Pangrazio. L’argomento è importante: perché ad Avezzano la tassa sui rifiuti non scende, pur avendo la raccolta differenziata superata la soglia del 65%? A Celano scende, in centinaia di comuni italiani nella stessa situazione pure, ad Avezzano, invece, la TARI non è scesa e non scende. Tutto qua. I consiglieri interrogano, il Sindaco deve rispondere entro 30 giorni. Questo è il gioco democratico, un gioco al quale purtroppo il  Sindaco non è abituato. Ogni volta che Di Pangrazio viene colto in fallo, scatena il maggiordomo Boccia che, con il veleno ai denti, insulta pesantemente sul piano personale chi osa interrogare il Sindaco ed i suoi lacché. Al rabbioso vicesindaco ricordiamo solo che noi, un posto al sole, lo abbiamo avuto sempre, a differenza del nominato Boccia che, non eletto da nessuno, tornerà nell’ombra non appena il suo padrone sarà “licenziato”nell’urna dai cittadini di Avezzano.

Ci dispiace, non cadiamo in questa trappola della rissa e dell’insulto personale, il terreno che tanto piace ad un Sindaco che resiste contro ogni ragionevolezza, che non vuole prendere atto del suo totale fallimento di Amministratore e, pertanto, prova a buttarla in caciara. Anche sulla TARI la butta in caciara, invece di abbassarla, e la poteva abbassare sin dal 2013!

Il Sindaco deve rispondere entro 30 giorni alla nostra interrogazione, e se non risponderà il suo comportamento sarà segnalato alla Magistratura. Punto e basta. I cittadini hanno diritto di sapere perché a Celano la TARI è scesa e scenderà, e perché invece ad Avezzano sarebbe potuta scendere da anni ed invece non è scesa. Boccia dice che  scenderà anche ad Avezzano…ah, le promesse di Boccia, come dire, le promesse del maggiordomo….

Una cosa dispiace: il presidente del Consiglio comunale Di Berardino, che dovrebbe difendere la dignità dell’Organo che presiede e dei suoi membri, sta riducendo la massima Assise degli eletti del popolo al bivacco di manipoli di triste memoria. Mai la voce del tappetino del Sindaco si leva a difesa degli eletti del popolo, mentre il nominato Boccia li insulta praticamente ogni giorno. Anche su Di Berardino è accesa la luce dell’opposizione, e non anticipiamo cose clamorose che andremo a fare nelle prossime settimane a tutela dell’Isituzione “Consiglio comunale”; così maldestramente condotta in questi ultimi cinque tristissimi anni, senza dubbio i peggiori della storia di Avezzano».

Il gioco si scalda e i toni si alzano ma, quel che si nota, è che l’opposizione di Avezzano, effettivamente un pochino addormentata negli anni passati, ha capito di doversi muovere ed ha rotto gli indugi minacciando anche il ricorso alla magistratura, una novità per il Palazzo di via Corradini che in questi quattro anni e mezzo mai ha messo il naso negli affari del Municipio di Piazza della Repubblica. I tutori del DiPangrazioSindaco non se ne vogliano ma la domanda a loro è d’obbligo: «Ma perché a domanda rivolta al primo cittadino rispondono altri?». Lo diciamo anche a salvaguardia del DiPangrazioSindaco, benché ci ricopra di querele, che sostituito da assessori, consiglieri e dirigenti ogni volta che si deve rispondere a stampa od opposizione, appare quasi non libero di esprimersi. E invece bisogna liberarsi. Si sta meglio ed è sempre tutto molto più chiaro.

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