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Parcheggi a pagamento: chi pensa agli studenti?

di Claudia Giannone 

In un Dipartimento privo di una mensa per gli studenti, di spazi adeguati per soddisfare i bisogni di tutti, di sufficienti servizi, nonostante le tasse elevate, un Dipartimento situato al margine di un centro storico inesistente, polveroso, interrotto a tratti ed ogni giorno con una nuova problematica, l’arrivo dei parcheggi a pagamento sarà sicuramente la goccia che farà traboccare il vaso. Se davvero i problemi relativi alla mensa, alla casa dello studente e ai trasporti erano serviti a far fuggire molti fuori sede che nella città de L’Aquila continuavano, nonostante il sisma, a trovare una motivazione per frequentare l’Ateneo, la questione dei parcheggi, già largamente insufficienti nella zona del Dipartimento di Scienze Umane, influirà anche sulle decisioni degli studenti aquilani che, al momento della scelta universitaria, valuteranno bene anche tutti i colpi bassi che la città stessa continua ad infliggere a coloro che rappresentano il futuro. Gli unici, forse, che un giorno potranno rivivere L’Aquila per come era.

E non ci si lamenti, nel momento in cui, con i numeri alla mano, si dovesse notare un calo degli iscritti nel capoluogo abruzzese: le motivazioni sono molteplici e davanti agli occhi di tutti. Sono state presentate più volte a coloro che avrebbero dovuto fare qualcosa per migliorare la situazione, ma le risposte sono state deboli. Insufficienti. Ed anche la risposta al nuovo problema sembra essere peggiore rispetto al problema stesso: la collocazione delle automobili nel mega parcheggio di Collemaggio, con un servizio navetta che si occuperà di trasportare studenti, e non solo, data la presenza di lavoratori degli uffici della zona del centro, nei luoghi sopracitati.

Una soluzione che, almeno nel caso degli studenti, sembra non essere sensata. Trovarsi a disposizione degli orari di una navetta, soprattutto in periodo di esami, ma anche semplicemente di lezioni, non è la cosa migliore: navette colme di studenti che si preparano a sostenere diversi esami e che, tra l’altro, rischiano di rimanere imbottigliati in un traffico che ogni giorno sembra trovare una scusa diversa per bloccarsi. Studenti che nella propria automobile lasciano libri per le lezioni pomeridiane,  rimanendo tutto il giorno in facoltà e non potendo colmare la propria borsa con il materiale necessario per ore ed ore di lezione.

Altra motivazione che porta a valutare la proposta dei parcheggi a pagamento come ennesimo colpo basso: perché nessun Dipartimento, oltre quello di Scienze Umane, pagherà per un parcheggio? In questo modo, gli studenti di Via Nizza si troverebbero ad essere decisamente penalizzati rispetto agli altri. Sia chiaro, l’intenzione non è quella di far pagare tutti gli studenti. Al contrario, di non far pagare nessuno di loro. C’è chi, giustamente per la questione del reddito, meno per la questione dei servizi, molto scarsi, offerti, paga circa 1200 euro di tasse ogni anno. Oltre, naturalmente, alle spese per poter mangiare nei pressi dell’Università, non essendo presente una mensa. È davvero il caso di aggiungere a tutto questo anche il pagamento dei parcheggi?

Ma soprattutto, non appare giusto far pagare chi si trova in un centro storico già di per sé agonizzante e in qualche modo cerca di farlo rivivere. Attraverso lo studio, attraverso dei convegni, attraverso la cultura. E se anche questa ennesima proposta si realizzerà, anche l’ultima fiammella di speranza degli studenti verrà soppressa. E con essa, quel barlume di vita che l’Università rappresentava in centro storico. Tempo fa, gli studenti del Dipartimento di Scienze Umane venivano invidiati, proprio per la loro posizione privilegiata, nonostante il centro fosse già stato devastato dal sisma. Questa posizione privilegiata dovrà diventare, invece, una condanna?

Gli studenti si stanno organizzando per rispondere all’ennesima problematica posta sul loro percorso. Il centro storico non ha bisogno di parcheggi a pagamento. Il centro storico ha bisogno di vita.