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Del Turco, le reazioni: ‘montagna di prove era solo montagna di fango’

“La montagna di prove che doveva schiacciarmi, si è dimostrata per quello che era: una montagna di fango”.

E’ quanto ha detto l’ex governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco, commentando la sentenza della Cassazione di questa notte. “Quando sei sommerso da una montagna di fango e riesci a non soffocare è quasi impossibile che non ti rimanga addosso qualche schizzo. Già la Corte di Appello mi aveva assolto da tutti i reati di abuso e di falso ideologico. E da 18 delle 21 fantasiose dazioni di denaro che avrei ricevuto, e delle quali non è mai stato trovato un solo euro. Ora si dissolve anche l’associazione per delinquere. Non trovo in questa vicenda nessun altro senso, se non la evidente necessità di dare una parvenza, seppure grottesca, di giustificazione alla infamia che ha travolto una giunta regionale democraticamente eletta e con essa la vita mia e di molti di noi“, conclude la dichiarazione di Del Turco.

C’è invece grande soddisfazione all’interno della Procura di Pescara per la sentenza della Corte di Cassazione sul processo ad Ottaviano Del Turco. “La Cassazione infatti ha confermato definitivamente il reato di corruzione, che era il cuore dell’inchiesta. Il passaggio di denaro c’è stato, e questo conferma la correttezza del processo”. E’ quanto commenta l’ex procuratore capo della Procura di Pescara, Nicola Trifuoggi, all’epoca capo del pull che insieme ai pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, diedero il via all’indagine dopo le rivelazioni dell’imprenditore della sanità Vincenzo Angelini. “Ora la Corte d’Appello di Perugia dovrà solo ricalcolare la pena dopo che è stato invece cancellato il reato di associazione per delinquere – chiude Trifuoggi – ma si tratta di un argomento tecnico per rimodulare la condanna, condanna che è definitiva”.

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