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Zorro sconvolge i piani di Don Chisciotte

Signore mio, non è che avete dato l’autorizzazione per la riforma del calendario, perché qui non si capisce più nulla. Si spara, si festeggia tutti i giorni. Si danno spettacoli. Si raccontano favole e fandonie di ogni genere. Impunemente.

Carissima, dovresti sapere che nel mio mondo non si ravvisa la necessità di cambiare nulla. Il mio atto costituzionale è stato scritto sulla pietra con il sangue dei martiri, con il coraggio di tutti coloro che hanno dato la vita per costruire una società corretta, rispettosa delle regole. Sappi, nel caso lo avessi dimenticato, che sono finito in croce per difendere i diritti dell’umanità.

Signore, lo so bene che dalle parti tue non è necessario ricorrere al referendum per migliorare le condizioni di vita dei tuoi concittadini. Anche i nostri avi hanno combattuto, hanno dato la vita per la Repubblica. Dalle parti nostre, però, ognuno vorrebbe aggiustarsi le cose a proprio uso e consumo. Non ho mai dimenticato che sei finito in croce per difendere i nostri diritti. La stessa fine sarà riservata a noi che stiamo chiedendo il rispetto proprio di quei diritti?

Mia cara, devo dirti che, in quanto a festeggiamenti, forse non ti sarai accorta che si è dato inizio al grande tramonto dell’Hidalgo aquilano, meglio sarebbe definirlo “Serafino Aquilano”, visto che ha cominciato a cantare le sue gesta. Per lo meno lo ha preannunciato con la preparazione di un voluminoso carteggio.

Signore, non vorrei che indossasse il grembiulino del capo classe per scrivere da una parte i buoni e dall’altra i cattivi. La seconda colonna sarebbe molto lunga, perché, secondo lui, molti lo hanno osteggiato, specialmente i giornalisti che, spesso, lo hanno messo a nudo.

Signora mia cara, ma quali buoni e cattivi vai cercando. L’elenco sarà uno solo, quello dei cattivi, perché sono moltissimi quelli che non hanno condiviso le sue scelte. I giornalisti li redarguisce, li ammonisce, ma non li prende di petto. Sa bene che ci rimetterebbe qualche “penna”. Chi lo sta mettendo all’angolo è “Zorro”. Informatissimo di tutte le sue iniziative, lo punzecchia con il fioretto, lo fa indietreggiare paurosamente nell’area facendogli alzare la polvere che esce dalle tasche della giacca e dei pantaloni. Lo fa girare come una trottola, anche se i movimenti sono debilitati dalla vecchiaia del ronzino e dalla sua stanchezza per l’immane lavoro svolto la mattina presto in comune, le interminabili conferenze stampa, le visite ai “cantieri dell’immaginario”, del jazz, non della ricostruzione, e la sera tardi nei meandri dei corridoi dell’ospedale. Questo servizio lo ha interrotto quasi subito. Aveva paura del buio e di certi strani rumori.

Signore, vi ringrazio per la fornitura di tutti questi particolari che mi aiutano a capire tante cose. Non riesco a indovinare, malgrado ogni sforzo, chi possa essere l’arcana figura di Zorro. In città, mi sembra, non ci sia nessuno che tiri di fioretto, o che vada disinvoltamente a cavallo. Chi mai potrà essere l’intrepido cavaliere?

Carissima, è presto detto. Sono tutti e due medici. Hanno svolto una lunga militanza politica. Sono antagonisti politicamente in Consiglio. Uno è Sindaco e l’altro è Capo Gruppo di opposizione. L’unica cosa in comune è un certo stile nel vestire. Uno, però, ha i baffi e l’altro no. Qual è Zorro?

Caro il mio Signore, non potrei mai sbagliare: quello con i baffi. Coi baffi anche un po’ “appizzutati”. Tipici di quelle persone sveglie, veloci, reattive. Ora capisco perché Don Chisciotte ha fatto appena in tempo ad annunciare l’avvio di un suo “memoriale”, che subito Zorro gli ha suggerito: scrivi pure come sono andate a finire le vicende dell’Aeroporto dei Parchi. Non trascurare di mettere in luce che hai deliberatamente nascosto e osteggiato il progetto per una grande struttura della Protezione Civile, per la quale Zorro aveva procurato i finanziamenti, che avrebbe fatto sopravvivere l’aeroporto e sarebbe stata anche il punto di riferimento per il Centro Italia. Non solo. Ha detto anche di annotare che sono stati staccati soltanto tre biglietti di volo. Che non si trovava l’apparecchio per il volo inaugurale e, da quando si è parlato di aeroporto commerciale, non si sono più viste neppure le “cicogne”, o altri uccelli migratori. Poi, ha parlato di altri argomenti, che ora non ricordo. Appena mi torneranno alla mente ve li riferirò.

Signora mia, hai capito ora di chi si tratta? Con Zorro non si scherza. Con il passare dei giorni il confronto sarà sempre più pressante e piccante. Ti vorrei consigliare di stare a debita distanza. Non si sa mai, Zorro, in un repentino movimento, potrebbe infilzarti per sbaglio con il fioretto.

Mio caro Signore, vorrei chiedervi un favore: se faccio in tempo, posso tornare alla casa del Padre?

Carissima, per te è sempre aperta la porta, anche perché dove vorresti andare? La tua casetta in centro storico, finita, non se la ricorderanno neppure i nipoti.

Signore, allora mi incammino, senza fermarmi mai. Dove potrei andare? A casa, in zona rossa, non c’è rimasto nulla. Alcuni abusivi l’hanno occupata e perfino arredata con la roba che hanno rubato nelle altre case. Mi risulta che abbiano iniziato anche la pratica per l’usucapione, anche se sui fabbricati non sia esercitabile. Ma, sai com’è, all’Aquila tutto è possibile, specialmente tra un referendum e un’elezione amministrativa. Aspettatemi. Arrivo. E così sia.