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Call Center, la Regione gioca le sue carte

Si sposta sul piano politico la battaglia per il  mantenimento degli oltre 500 posti di lavoro dei dipendenti del Call Center Inps – Inail -Equitalia, a rischio per via della scadenza della commessa e di un bando che potrebbe tagliare fuori, penalizzandoli ulteriormente, gli attuali lavoratori.

Il Consiglio regionale ha infatti approvato in Commissione, all’unanimità, la risoluzione a firma Pietrucci e sottoscritta anche da Iampieri che impegna da subito il presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso ad attivarsi sulla questione sociale dei call center.

La risoluzione impegna il Presidente ad attivarsi presso il Governo e l’INPS affinché venga garantito il passaggio all’eventuale nuova impresa aggiudicataria di tutti i lavoratori impegnati attualmente presso le attuali aziende appaltatrici e subappaltatrici, a pena incostituzionalità e illegittimità della procedura; a vigilare affinché venga neutralizzato qualunque utilizzo strumentale della possibilità di trasferimento del personale presso altre sedi, qualora non connesso a specifiche professionalità e/o a riduzione rilevante dell’affidamento di servizi; a mantenere ai lavoratori i trattamenti economici e normativi preesistenti, in assenza di condizioni di affidamento dei servizi che rendano oggettivamente indispensabile la riduzione dei volumi di attività (nello spirito della legge sulla CLAUSOLA SOCIALE del 2016); a valorizzare l’impiego di quote di lavoratori disabili oltre l’obbligo di legge; a contenere le strategie di delocalizzazione all’estero, anche in presenza di mercati del lavoro europei e non, con livelli di retribuzione sensibilmente più bassi di quello italiano.

“Si tratta di un atto politico rilevante che mira a dare particolare protezione dei lavoratori di un settore che all’Aquila ha assunto ormai un valore strategico” dice Pierpaolo Pietrucci “sia per la quantità di persone (duemila solo nel comprensorio del capoluogo, più di seimila in tutto l’Abruzzo) e famiglie impiegate e coinvolte che per gli alti livelli di formazione e specializzazione raggiunti, oltre che per le rilevanti quote di risorse che assicura alla ripresa del tessuto economico e commerciale del territorio.”

L’approvazione della risoluzione è un primo passo, che apre la strada alla predisposizione di una norma, sulla quale lo stesso Pietrucci sta lavorando, che equipari la nostra Regione alla Puglia, al Friuli – Venezia Giulia, alla Campania, alla Basilicata, alle Marche e all’Emilia – Romagna, dove è prevista l’obbligatorietà della clausola sociale in linea con quanto disposto dai contratti collettivi di lavoro nazionali.

“Si tratterebbe di una misura che non andrebbe a beneficio solo dei lavoratori dei call center ma anche in generale di quelli delle cooperative sociali.” specifica Pietrucci. Il testo base è quello già presentato dal consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Riccardo Mercante.