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Avezzano, c’era una volta il progetto Scuole Sicure

di Pierluigi Palladini

C’era una volta un progetto del Comune di Avezzano che si chiamava “Scuole Sicure”. C’era una volta anche un calendario di questa iniziativa che diceva che entro l’esatte del 2015 tutte le scuole di Avezzano, o gran parte di esse, sarebbero state a norma e sicure sia a livello strutturale che sismico. I fondi, come noto, erano a disposizione sin dal 2012 ma arrivati all’estate del 2016 e scuole di Avezzano sono in gran parte esattamente nello stato in cui versavano nel 2009, ovvero al tempo del sisma dell’Aquila.

Nel frattempo, però, c’è stato il terremoto di Amatrice prime e subito dopo quello di Norcia che hanno sconvolto il Centro Italia e che hanno riportato a galla il problema sicurezza delle scuole e degli edifici pubblici. Le polemiche di agosto e settembre sono ancora vive e soprattutto il balletto intorno alle perizie dell’Enea, del Comune, degli ingeneri, degli esperti e di tutti coloro che, strumenti alla mano, si sono avvicinati, anche solo per errore, alle scuole di Avezzano, soprattutto alle scuole del centro, “Mazzini-Fermi-Corradini” in primis.

Ci sarebbe da parlare, per la verità, anche della perizia effettuata fra il 2010 ed il 2o11, su incarico dell’allora giunta comunale del Sindaco Antonello Floris, sulla scuola di via Delle Industrie dove il perito, l’ingegnere Antonio Spera, che ha effettuato lo studio consigliava al Comune la demolizione dell’edificio e la sua ricostruzione. Ma Floris di li a poco sarebbe andato via per essere sostituito dal DiPangrazioSindaco che, oltre allo studio e al consiglio tecnico di ricostruire da capo il plesso di via Delle Industrie, aveva dalla sua anche i fondi immediatamente disponibili che, però, non sono stati utilzizati, o per lo meno non per ricostruire e mettere in sicurezza le scuole. Ma, per pietà, non mettiamo troppa carne a cuocere. Per pietà verso i nostri lettori, ovviamente, visto e considerato che al “DiPangrazioSindaco” poco gliene cale di quanto affermano opposizione e informazione non allineata. Lui, al massimo, si limita a querelare chiunque osi criticarlo.

Per cercare di svelare e stanare il DiPangrazioSindaco ed i suoi su questa vicenda, quindi, sono intervenuti con una dettagliata interrogazione a risposta scritta i consiglieri di opposizione Alessandro Barbonetti, Alberto Lamorgese e Vincenzo “Pissino” Gallese. I tre consiglieri, insieme a tutta l’opposizione, ripercorrono tutta la vicenda nell’interrogazione e poi chiedono al sindaco conto sia riguardo alla perizia dell’Enea da sempre sbandierata e mai portata conoscenza ufficialmente di nessuno, sia riguardo alla mancata realizzazione del programma scuole sicure, sia riguardo all’utilizzo dei fondi criticando anche le spese fatte dal sindaco, ultima delle quali l’assunzione del nono dirigente, con duplicazione di funzioni e incarico, a 64mila euro annui più indennità e benefit vari.

Secondo l’opposizione consiliare di Avezzano, in conclusione, il Di PangrazioSindaco si sta assumendo una chiara responsabilità relativamente alla sicurezza dei bambini e ragazzi che vanno nelle scuole avezzanesi di sua competenza senza essere in pratica intervenuto fattivamente su nulla e non come fatto a Celano, Sulmona e Pratola Peligna che hanno provveduto in questi mesi a dare una sicurezza concreta alle scuole ed agli altri edifici comunali. Ma ad Avezzano va tutto bene e chi critica sicuramente è un nemico personale dei DiPangrazios e non un attento osservatore della catastrofe che giorno per giorno sta divorando irrimediabilmente questa disgraziata città.