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Il tempio delle cremazioni, San Demetrio dice sì

Il tempio che spacca la giunta.  Il Comune autorizza, l’opposizione non ci sta e convoca un’assemblea. Cappelli: “Lavoro a questo progetto da oltre un anno”
di Francesca Marchi

Un tempio crematorio a San Demetrio ne’ Vestini per permettere la cremazione del corpo al posto della sepoltura dei defunti. Si farà a ridosso del cimitero del popoloso comune della bassa Valle dell’Aterno. C’è già il progetto e una delibera di giunta che ne autorizza la realizzazione.
“L’idea è nata dall’amministrazione comunale” – spiega il sindaco Silvano Cappelli. “Nella riprogrammazione dell’ampliamento del cimitero abbiamo previsto anche un’area per il tempio crematorio. In Abruzzo non c’è nonostante la richiesta sempre crescente del servizio”.
Per oltre un anno il sindaco Cappelli si è messo alla ricerca di informazioni e confronti con altri comuni che lo hanno realizzato: “Siamo stati nelle Dolomiti in provincia di Sondrio e ci siamo resi conto di cosa potesse essere un forno di nuova generazione. Ci siamo messi in moto per mezza Italia alla ricerca di esempi. Ora abbiamo il progetto che dovrà essere messo a gara”.
La struttura sarà pronta nel 2018 grazie a un project financing proposto da un’associazione temporanea di imprese (Altair ed Edilver di Domodossola).  L’investimento complessivo ammonta a 2 milioni di euro. Su ogni corpo cremato invece il Comune incasserà  circa 50 euro.
SPACCATURA CON LA MINORANZA: “Il 30 settembre durante una riunione abbiamo fatto il bilancio annuale di ciò che è stato fatto dall’amministrazione comunale. Proprio in quella sede abbiamo annunciato il progetto del tempio crematorio e ricordo benissimo – sottolinea Cappelli – che la minoranza quel giorno era d’accordo, non disse nulla e non fece domande. Durante lo scorso consiglio invece non erano presenti in aula e tra i punti all’ordine del giorno c’era proprio la discussione del tempio”.
L’INQUINAMENTO? Ieri invece l’opposizione ha tenuto il primo di una serie di incontri per discutere del progetto di realizzazione del forno. Si teme per la salute pubblica e per il rischio di inquinamento provocato dai fumi.
Anche su questo il sindaco tranquillizza: “Non crea  inquinamento se non quello di una palazzina da 20 unità abitative. Cominciamo a pensare in grande e a guardare il futuro agendo, non stando fermi. Questo posto non deve restare intatto nei secoli dei secoli”.