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Avezzano, sicurezza scuole

Situazione paradossale sulla sicurezza delle scuole ad Avezzano. I genitori vogliono chiarezza, ma dopo innumerevoli petizioni non è ancora chiara la reale situazione strutturale dell’Istituto Comprensivo Corradini-Fermi-Mazzini di Avezzano.

Il Sindaco Di Pangrazio, sull’argomento refrattario a qualsiasi assunzione di responsabilità, scarica sui dirigenti; i dirigenti prendono tempo e come risultato è il caos totale. Tutto il contrario dei principi di trasparenza e correttezza che dovrebbero ispirare una buona amministrazione. Tutto il contrario di quanto stanno facendo altri sindaci, come quelli di Pratola e Sulmona, che applicano i principi di prevenzione e precauzione.

Ad Avezzano, invece, regna ‘la quotidiana approssimazione, la politica dell’annuncio fine a sé stesso, la tattica esasperata assunta come sistema di governo’. E’ quanto denunciano in una interrogazione i Consiglieri di Partecipazione Popolare Alessandro Barbonetti, Alberto Lamorgese e Vincenzo (Pissino) Gallese.

“Basta con i giri di walzer del Sindaco – osserva Barbonetti -. A fronte della crescente e legittima preoccupazione dei genitori, riuniti in Comitato, osserviamo che il Sindaco sulla questione della sicurezza scarica la responsabilità sulla dirigenza e la dirigenza continua a ripetere che le scuole rispettano i parametri di legge, sono agibili ma nessuno si pronuncia sul fatto se siano sicure o meno”.

L’interrogazione punta soprattutto su una questione che deve essere chiarita nelle “competenti sedi”.

“Per quale motivo – si chiede Partecipazione Popolare – non si ha traccia della più volte annunciata perizia dell’Enea sul livello di sicurezza dell’Istituto Comprensivo Corradini-Fermi-Mazzini di Avezzano? Nelle due relazioni (datate 2012 e 2015) su questo stesso Istituto, viene indicato un indice di vulnerabilità sismica pari allo 0,149. A questo dato è seguita una davvero strana correzione dell’indice comunicata l’8 settembre 2016 [dopo il terremoto di Amatrice, ndr] stavolta pari allo 0,304. Quest’ultimo indice, però, coincide con il ‘fattore di sicurezza al limite di salvaguardia della vita’, e non con l’indice di vulnerabilità sismica. Al momento, quindi, lo 0,149 è l’unico dato certo di cui disponiamo sul valore di vulnerabilità scaturito dalla relazione dell’ingegner Caroli”.

I consiglieri sottolineano la circostanza che, sulla base della vigente normativa, il valore minimo per la chiusura di una scuola è pari allo 0,20. La legge evidentemente non vale per l’Istituto Corradini-Mazzini-Fermi, tuttora aperto nonostante abbia un indice 0,149. Una circostanza mai smentita e che sembra essere, ad una prima impressione, di inaudita ed ingiustificabile gravità, tale da dover essere chiarita in sede di inchiesta della Magistratura, per verificare lo strano balletto nel valore degli indici oppure eventuali comportamenti fraudolenti volti a rabbonire i genitori fornendo informazioni false o artatamente manipolate.

“Non voglio neppure pensarci – continua Barbonetti – ma cosa accadrebbe se una scossa come quella di Norcia colpisse Avezzano in una qualsiasi mattina mentre gli studenti sono in quella Scuola? Nessuno dell’Amministrazione comunale si pone questa semplice questione. Non si può perdere ancora tempo in questa situazione, data la conclamata sismicità della Marsica”.

“Per quale motivo – osserva ancora Lamorgese – a fronte della acclarata criticità dell’Istituto Mazzini-Fermi-Corradini il Sindaco non ha provveduto a dotarsi di MUSP (moduli a uso scolastico provvisorio) a spese del Comune?”. Mentre ad Avezzano tutto è rimasto fermo, in altri comuni come Pratola o Sulmona, governati da amministrazioni comunali ben più sensibili, la scelta dei MUSP è stata fatta da tempo. Ad Avezzano, il Sindaco nega i MUSP ai 1200 studenti dell’Istituto in questione, ma in compenso si è dotato di uno staff di 10 persone, e per non farsi mancare nulla ha pure assunto da poco un altro dirigente nel suo ufficio personale, Sergio Natalia, a 64mila euro/anno più premi e benefit. “Risparmiando sulle enormi spese inutili per dirigenti, staffisti e costosi eventi “culturali” – osserva caustico Lamorgese – il Comune avrebbe potuto affittare a proprie spese tutti i MUSP che servono. La cosa da fare senza indugio, considerato l’enorme e ingiustificabile ritardo del Programma Scuole Sicure dell’Amministrazione”.

Desolate le conclusioni di Gallese: “Sulla sicurezza delle scuole vediamo un Sindaco in evidente fuga dalle sue responsabilità di primo cittadino, ahimé, e non è la prima volta. Di Pangrazio deve smetterla di giocare allo scaricabarile ed uscire dall’inerzia per far fronte alla situazione di emergenza delle scuole insicure. I moduli provvisori possono essere montati in 30/40 giorni, utilizzando la piattaforma logistica a suo tempo predisposta dalla Provincia dell’Aquila nei pressi del Liceo Scientifico. E’ solo questione di volontà politica, le chiacchiere del Sindaco stanno a zero. Di Pangrazio, come osservato da diversi genitori, si sta assumendo l’oggettiva responsabilità delle conseguenze di eventuali eventi drammatici che, allo stato attuale, nessuno può escludere”.

 

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Interrogazione, il testo completo

Avezzano, li 25.11.2016

Al Presidente del Consiglio Comunale

Domenico Di Berardino

-sede

Oggetto: interrogazione urgente a risposta scritta rivolta al Sindaco su Sicurezza Scuole con particolare riferimento all’Istituto Comprensivo Corradini-Fermi-Mazzini di Avezzano – art.75 del regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale

Premesso che:

-dopo i tragici terremoti di Amatrice e di Norcia, è cresciuta l’attenzione sui temi della prevenzione e della sicurezza, anche per quanto concerne Scuole ed edifici pubblici;

-dopo innumerevoli richieste dei genitori ed altrettanti rinvii, non è ancora chiara la reale situazione strutturale dell’Istituto Comprensivo Corradini-Fermi-Mazzini di Avezzano;

-a fronte della crescente e legittima preoccupazione dei genitori, riuniti in Comitato, osserviamo che il Sindaco sulla questione della sicurezza scarica la responsabilità sulla dirigenza e la dirigenza continua a ripetere la solita tiritera, ovvero che le scuole rispettano i parametri di legge, sono agibili ma nessuno si pronuncia sul fatto se siano sicure o meno;

-i genitori non vogliono tatticismi politici, certificati, burocrazia e balletti sugli indici di sicurezza, ma vogliono soltanto rassicurazioni e tranquillità per i loro figli. E sicurezza e tranquillità dovrebbero essere assicurati da un Amministratore pubblico degno di questo nome;

-è tra l’altro paradossale che a pochi mesi dalla fine del mandato, proprio in queste settimane, il Sindaco scriva ai suoi dirigenti chiedendo informazioni sulla situazione degli edifici scolastici, come se stesse rivolgendosi ad un altro Ufficio pubblico. La situazione di angoscia in cui vivono le famiglie non può giustificare simili trucchi da prestigiatore, ai quali il Sindaco ci ha purtroppo abituati in questi anni di malagestione della Città.

Tutto ciò premesso, si chiede di sapere:

-per quale motivo il programma “Scuole sicure” è in forte ritardo rispetto a quanto pubblicizzato dalla stessa Amministrazione nell’estate 2015, allorché i cittadini sono stati rassicurati con una colorata e costosa brochure a colori sul fatto che nell’estate 2016 buona parte dei plessi scolastici sarebbe stata in sicurezza. Un ritardo colpevole ed ingiustificabile, dato che i fondi per la sicurezza pubblica sono disponibili dal 2012;

-per quale motivo non si ha traccia della più volte annunciata perizia dell’Enea sul livello di sicurezza dell’Istituto Comprensivo Corradini-Fermi-Mazzini di Avezzano. Nelle relazioni del 2012 e del 2015 su questo stesso Istituto, viene indicato un indice di vulnerabilità sismica pari allo 0,149. A questo dato è seguita una correzione dell’indice comunicata l’8 settembre 2016, stavolta pari allo 0,304. Quest’ultimo indice, però, coincide con il ‘fattore di sicurezza al limite di salvaguardia della vita’, e non con l’indice di vulnerabilità sismica. Al momento, quindi, lo 0,149 è l’unico dato certo di cui disponiamo sul valore di vulnerabilità scaturito dalla relazione dell’ingegner Caroli. In base al decreto legge regionale il valore minimo per la chiusura di una scuola è pari allo 0,20, mentre l’Istituto Corradini-Mazzini-Fermi sarebbe quindi rimasto e rimane tuttora aperto con un indice 0,149. Una circostanza che, se confermata, sarebbe di una inaudita gravità, tale da dover essere chiarita nelle competenti sedi;

-dopo tutta questa confusione sugli indici, il Comune di Avezzano ha comunicato che entro il 15 di novembre sarebbe stata resa nota la terza perizia dell’Enea. Per quale motivo questa terza perizia non viene resa nota? Ma c’è questa terza perizia o è solo il solito escamotage del Sindaco per temporeggiare?;

-per quale motivo, a fronte della acclarata criticità dell’Istituto in questione, il Sindaco non ha provveduto a dotarsi di MUSP (moduli a uso scolastico provvisorio) a spese del Comune? Ad Avezzano tutto è rimasto fermo, a differenza di comuni come Pratola Peligna o Sulmona, dove amministrazioni comunali ben più sensibili a queste esigenze si sono mosse per applicare i principi di prevenzione e precauzione far studiare i propri giovani in totale sicurezza. E’ appena il caso di osservare che, nel mentre il Sindaco nega i MUSP ai 1200 studenti dell’Istituto in questione, Il Sindaco si è dotato di uno staff di 10 persone, e per non farsi mancare nulla ha pure assunto da poco un altro dirigente, Sergio Natalia, a 64mila euro/anno più premi e benefit. Risparmiando sulle enormi spese inutili per dirigenti, staffisti ed eventi “culturali”, il Comune avrebbe potuto affittare a proprie spese tutti i MUSP che servono.

In conclusione, il Sindaco, come osservato da diversi genitori, si sta assumendo l’oggettiva responsabilità delle conseguenze di eventuali eventi drammatici che, allo stato attuale, nessuno può escludere. Prevenire e mettere in sicurezza è l’unica strada che abbiamo e che un Sindaco dovrebbe percorrere senza essere a questo sollecitato dai genitori in crescente apprensione.  Ed è quello che stanno facendo senza tanto clamore buoni sindaci, come quelli di Pratola e Sulmona, dei modelli da imitare.

I Consiglieri di Partecipazione Popolare

Alessandro Barbonetti

Vincenzo Gallese

Alberto Lamorgese