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L’Aquila – Sulmona, pendolari in rivolta

Il prossimo 11 dicembre entrerà in vigore il nuovo orario, invernale, dei treni: e sulla L’Aquila – Sulmona le notizie per viaggiatori occasionali ma soprattutto pendolari sono pessime.

 

Aumenta la durata dei viaggi (tutti sopra l’ora, quando adesso invece alcune corse viaggiano sui 55 minuti), aumentano i prezzi dei biglietti per via delle decisioni prese dalla Regione Abruzzo ma soprattutto vengono modificati gli orari di alcune corse penalizzando notevolmente chi all’Aquila viene per lavorare, soprattutto su turni.

E’ il caso di molti operatori di call center (E-Care è vicinissimo alla stazione di Paganica) e di lavoratori dell’ospedale che, terminando il loro turno alle 20, dovranno a dir poco volare per riuscire a prendere l’ultimo treno, quello delle 20:07, anticipato rispetto al passato di 7 minuti. IL traffico, peraltro, all’Aquila in quell’orario è molto congestionato e l’anticipo della partenza si configura come una vera maledizione per i tanti viaggiatori.

E dire che c’è sempre stata collaborazione tra il comitato di Pendolari e i vertici decisionali – sia della Regione che di Trenitalia – i quali avevano assicurato di andare incontro alle necessità dei viaggiatori. Provvedimenti che cozzano irrimediabilmente con quanto sbandierato nelle scorse settimane dal consigliere delegato ai trasporti Camillo D’Alessandro, che vantava come i trasporti ferroviari abruzzesi ed in particolar modo la tratta Pescara – Roma sarebbe diventata più veloce: sì, ma la coperta è sempre troppo corta e a perderci sono le aree interne. 

Sono molte le osservazioni portate dal comitato dei pendolari Sulmona – L’Aquila che, in una nota al veleno indirizzata ai vertici della Regione Abruzzo e di Trenitalia, fanno notare quanti errori vi siano nella compilazioni di questi nuovi orari e quanti disagi arrechino ai viaggiatori.

“Addirittura i lavoratori dell’ospedale ci avevano chiesto di posticipare il treno alle 20.20 perché chi proviene
dal San Salvatore ha difficoltà ad arrivare in tempo: ma dopo quest’ultima chicca i colleghi prenoteranno un letto per la notte direttamente nel nosocomio aquilano.
Non vogliamo insegnare nulla a nessuno ma chiediamo che i prospetti siano redatti in funzione delle esigenze dei lavoratori e degli studenti senza che tali orari siano influenzati da fantasiose interconnessioni che allo stato attuale non interessano a nessuno se non alla dirigenza politica regionale.
La linea guida dovrebbe prevedere arrivi e partenze da e per L’Aquila ogni ora, con margini di circa 30’ sugli orari di lavoro (e di lezione) standard. Ovviamente con l’essenziale collaborazione dell’AMA, senza la quale queste tabelle resterebbero puro esercizio accademico.
Contrariamente ad ogni logica dall’11 dicembre, ad esempio, chi deve prendere servizio a L’Aquila alle
14 (parliamo sempre dei turnisti, questi sconosciuti…) dovrebbe addirittura partire da Sulmona alle 10.23!”

La lettera completa

Egregi Signori,
solo pochi giorni fa il Direttore regionale di Trenitalia, su nostra richiesta in merito alle continue voci riguardanti le variazioni dell’orario dei treni, rispondeva che “…per quanto riferito alle modifiche al programma di esercizio siamo a confermarVi che su richiesta della Regione abbiamo provveduto a creare una interconnessione tra i servizi del Pescara – Sulmona e i servizi Sulmona – L’Aquila velocizzando quindi il collegamento da Pescara a L’Aquila in 2 ore contro le attuali 2 ore e 35’”
Orbene, alla luce dei cambiamenti apportati al programma di collegamento Sulmona – L’Aquila è evidente come tale affermazione sia completamente omissiva delle numerose correzioni apportate al programma di viaggio di questa linea e pertanto estremamente scorretta nei confronti di tutti i pendolari della tratta.

Oltre che procedere all’analisi di tali modifiche, per le quali citeremo in seguito quelle più inopportune, intendiamo sottolineare come tale comportamento guasti completamente il clima di reciproca collaborazione con il quale ci eravamo lasciati nell’ultimo incontro. E per questo ci riferiamo anche alla Regione Abruzzo, per la quale ci sembrava chiaro che come Comitato avremmo dovuto essere interpellati per ogni variazione rilevante in merito al servizio di trasporto.
Al contrario, eccoci qui nuovamente a fare la figura degli sprovveduti dopo aver rassicurato i nostri colleghi pendolari sull’assenza di variazioni di orario sulla scorta della missiva del Direttore regionale. Gli incauti scriventi, se informati per tempo, avrebbero fornito osservazioni che invece ora saranno passate anche agli organi di stampa, visto che abbiamo si promesso di evitare facili proclami mediatici a seguito, però, di rassicurazioni da parte delle SS.LL. di adeguata considerazione sulle problematiche più pertinenti. Considerazione che evidentemente è venuta meno nell’ultimo periodo.

E vediamola dunque questa nuova timetable: avevamo chiesto nell’ultima riunione di inserire un treno tra le 14.40 e le 16.53 e siamo stati accontentati. Peccato però che il prezzo da pagare sia la soppressione del convoglio delle 19.08. In pratica per far viaggiare un numero sconosciuto di persone alle 15.51 mettiamo a terra tra le 40 e le 60 persone che prendono quotidianamente il treno delle 19.08. Se ci aveste detto allora che il numero delle corse giornaliere non poteva aumentare, ci saremmo ovviamente astenuti dal chiedere quella nuova corsa ed avremmo consultato gli utenti per valutarne le esigenze.
Ed invece ci ritroviamo con questa bella frittata. Ma non semplice. Accessoriata di ogni ortaggio visto  che i turnisti che smontano alle 20 (ebbene si, ci sono i turnisti 8-20 o 14-20 ma probabilmente questo sfugge agli operatori delle varie sale di regia) ora non potranno più prendere il treno alle 20.15 ma dovranno uscire prima dal lavoro o restare a dormire a L’Aquila con buona pace delle famiglie visto che in 7 minuti (nuovo orario 20.07) nemmeno Superman riuscirebbe ad arrivare in stazione.

Addirittura questi ultimi ci avevano chiesto di posticipare il treno alle 20.20 perché chi proviene dall’ospedale ha difficoltà ad arrivare in tempo ma dopo quest’ultima chicca i colleghi prenoteranno un letto per la notte direttamente nel nosocomio aquilano.
Non vogliamo insegnare nulla a nessuno ma chiediamo che i prospetti siano redatti in funzione delle esigenze dei lavoratori e degli studenti senza che tali orari siano influenzati da fantasiose interconnessioni che allo stato attuale non interessano a nessuno se non alla dirigenza politica regionale.
La linea guida dovrebbe prevedere arrivi e partenze da e per L’Aquila ogni ora, con margini di circa 30’ sugli orari di lavoro (e di lezione) standard. Ovviamente con l’essenziale collaborazione dell’AMA, senza la quale queste tabelle resterebbero puro esercizio accademico.
Contrariamente ad ogni logica dall’11 dicembre, ad esempio, chi deve prendere servizio a L’Aquila alle 14 (parliamo sempre dei turnisti, questi sconosciuti…) dovrebbe addirittura partire da Sulmona alle 10.23!!!

Infine, osservando i tempi di percorrenza, vediamo che non esisterà più alcun treno con tempi di viaggio inferiori ad 1h mentre ora possiamo ancora annoverare un buon numero di convogli che percorrono la linea anche in 55’. Se questa è la risposta alla nostra precedente richiesta di sopprimere alcune fermate inutili per accorciare i tempi di percorso, allora è chiaro il rispetto che hanno le SS.LL. per questo Comitato e per tutti i viaggiatori che rappresenta.
Alla luce di quanto sopra, i pendolari della tratta Sulmona – L’Aquila respingono queste modifiche degli orari e chiedono alle autorità politiche, nonché a S.E. il Sig. Prefetto, di intervenire su Trenitalia affinché garantisca una corsa l’ora sul percorso, introducendo il nuovo treno delle 15.51, senza però alcuna soppressione delle tratte che oggi leggiamo in anteprima sul sito internet – in particolare quella delle 19.08 da L’Aquila – in quanto l’impatto sulla vita dei passeggeri della nuova programmazione sarebbe drammaticamente rilevante.
Passeggeri che già ogni giorno si trovano ad affrontare le difficoltà di una vita fuori casa e che con questa proposta, giunta a tra capo e collo senza alcun preavviso, si vedono trattati come pacchi di corrispondenza per i quali gli orari di partenza e di arrivo a destinazione non hanno alcuna rilevanza.
Qualora non sia possibile inserire la corsa aggiuntiva delle 15.51 senza sopprimere quella serale delle 19.08, chiediamo l’immediata apertura di un tavolo di trattativa che tenga conto delle esigenze dei viaggiatori anche in base alla valutazione degli utenti interessati dalle singole tratte.
Attendiamo quindi un urgentissimo riscontro in mancanza del quale ci riserviamo di tutelarci nelle sedi più opportune per garantire a tutti i pendolari un servizio a misura di lavoratore, di studente e, perché no, anche di turista.