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Transcom, arrestato Roberto Boggio

L’imprenditore Roberto Boggio, titolare della società Transcom – e considerato il re dei call center – è stato arrestato oggi a Milano dalla Guardia di Finanza per fatture false in relazione a subappalti con società del faccendiere Raffaele Pizza.

I finanziari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Giuseppina Gugliemi nell’ambito dell’inchiesta “Labirinto” che portò nel luglio scorso all’arresto di venti persone ritenute coinvolte in un giro di corruzione in ministeri ed enti pubblici.

La vicenda giudiziaria che ha portato Boggio ai domiciliari riguarda l’aggiudicazione da parte della società Transcom, in associazione temporanea di imprese, di un mega-appalto per la gestione del call center di Inps-Inail dal 2010 al 2016, i cui costi – secondo l’accusa – sarebbero lievitati da 120 milioni a 450 milioni di euro.

C’era preoccupazione, fra i 500 operatori del call center Lavorabile di Pettino, per la notizia rimbalzata dalla cronaca nazionale, che vedeva indagato per associazione a delinquere, corruzione, riciclaggio e truffa ai danni dello Stato, l’amministratore unico di Transcom, Roberto Boggio.

La Transcom, presente in città fino al sisma del 2009, ha dato in subappalto al consorzio aquilano la mega commessa Inps finita nell’inchiesta. Quello di Boggio è un nome molto noto nel capoluogo: la vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto, insieme ad altre decine di indagati, scaturisce dall’operazione Labirinto, che si sta occupando delle presunte tangenti per gli appalti dei servizi nei ministeri e nelle aziende pubbliche: secondo gli inquirenti Boggio, in accordo con il faccendiere Raffaele Pizza, avrebbe ottenuto l’appalto da 118 milioni dell’Inps, poi distribuito tra 10 contact center tra cui quello aquilano, in cambio di servizi legati alle telecomunicazioni, a favore del gruppo guidato da Pizza: campagne elettorali telefoniche, ottenimento di posti di lavoro e criptaggio delle telefonate, per evitare intercettazioni.

roberto boggio