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Lo scippo all’Usra, la ricostruzione trema

Il maxi emendamento sui terremoti del Centro Italia fa tremare la ricostruzione dell’Aquila e delle sue frazioni.
Il trasferimento dei lavoratori dell’Usra (Ufficio Speciale per la ricostruzione dell’Aquila) presso la struttura commissariale istituita dopo i terremoti del 24 agosto e 30 ottobre è stata definita uno scippo del governo.
L’allarme è stato lanciato dall’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano che, con un commento amaro e pungente, sottolinea il danno nel caso in cui 10 unità (20 in generale) saranno trasferite nel Centro Italia, e minaccia di andare via:

“La Senatrice Stefania Pezzopane sta lavorando con forza perché ciò non accada, conscia del danno che ci sarebbe arrecato. Se i suoi tentativi risulteranno vani davvero non c’è più alcun motivo perché io resti al mio posto, anzi consiglio al Governo di estendere l’incarico a Errani anche per il terremoto dell’Abruzzo viste le sue indubbie capacità ad ottenere dall’esecutivo quello che a noi è stato sempre rifiutato col paradosso che quello che a noi è reato in altre parti è concesso per legge”.

La ricostruzione trema a sette anni dal sisma, trema soprattutto nelle frazioni dove stenta a partire. Un trattamento diverso attuato dal governo: due terremoti e L’Aquila ancora una volta cavia, come se fosse il terremoto zero, quello da cui tutto comincia. Adesso si discute di prevenzione del patrimonio edilizio, del progetto Casa Italia, di sisma bonus e sicurezza scolastica. Nel 2009 queste cose erano così lontane.  Un trattamento diverso attuato dal governo per Di Stefano:

 “Non è da nazione seria trattare i terremotati in modo diverso e con essi anche i lavoratori addetti, col risultato che ad alcuni si fanno ponti d’oro mentre altri sono destinati a camminare sui pezzi di vetro”.

Anche il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci si sta mobilitando. Sua la lettera al ministro Delrio e al commissario straordinario Vasco Errani nella quale sottolinea che a rimetterci sarebbe la ricostruzione dell’Aquila, in particolare delle sue frazioni.

Nel difficile contesto in cui ci troviamo ad operare, non esiste condizione alcuna che possa consentire di recuperare il tempo perso nell’avvio dei lavori delle frazioni, soprattutto se l’organico dovesse essere ridimensionato. Si vanificherebbe lo sforzo straordinario per riuscire ad impegnare gli oltre 500 milioni di euro che consentiranno di avere trasferimenti economici importanti per il 2017 nella ricostruzione aquilana.

Allo stesso modo sostengo la risoluzione urgente della questione della parità del trattamento economico: a tutti i dipendenti degli uffici speciali Usra e Usrc che operano nell’ambito della ricostruzione dell’Aquila e del cratere sismico istituito dopo il terremoto del 2009 vanno assicurati eguali compensi e stipendi rispetto ai lavoratori impiegati in seguito agli eventi sismici che nei mesi scorsi hanno colpito il Centro Italia.”