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Scie chimiche, tra scienza e leggenda

Strano giorno, il 19 novembre all’Aquila. Caso vuole, infatti, che nella stessa giornata si celebri l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università dell’Aquila – con il Ministro Orlando a presiedere, nell’aula magna di Economia – e l’ormai famoso convegno sulle scie chimiche, contestatissimo anche perché ha il patrocinio del Comune dell’Aquila.

La città che ospita Sharper – la notte di ricercatori, i Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso, il GSSI; che fa della ricerca la propria vocazione; che celebra l’inizio dell’anno accademico con un contest con cui cinque giovani studiosi si sfidano parlando della propria passione per la ricerca, si ritrova a fare i conti con le scie chimiche, un argomento bollato dai più – e soprattutto dagli stessi ricercatori – come bufala.

Un argomento che crea imbarazzo, tanto più per il fatto che ha avuto il patrocinio dell’amministrazione comunale, giunto dopo la presentazione da parte del vice presidente Ermanno Giorgi di un ordine del giorno che intendeva “fare chiarezza sul fenomeno delle scie chimiche per informare i cittadini delle possibili conseguenze sulla salute pubblica”. Era il 25 febbraio: l’odg, bipartisan, ebbe il voto favorevole di 16 consiglieri, ovvero tutti quelli presenti in Aula. Gli altri (Properzi, Imprudente, D’Eramo, Vittorini, Di Cesare, Tinari, Ferella, Bernardi, Colonna, De Paolis, Ianni, Liris, Palumbo, Piccinini)  erano usciti, sottraendosi alla votazione. “Il tentativo” – spiega Ettore Di Cesare su Facebook – “era quello di far mancare il numero legale. Ma questo Consiglio sa sempre stupire…”

Da allora le polemiche non si sono mai placate: ma in realtà, si sono sviluppate sui social network e nell’ambiente universitario, visto che non se ne è più parlato né in consiglio comunale né in sedi ufficiali. Lo stesso Presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, non si sbilancia: “è una inziativa del vice presidente Giorgi”, dice seccamente.

Un aspetto, quello del mancato interesse alla ricerca da parte della classe politica aquilana, analizzato lucidamente da Massimo Prosperococco, ricercatore e membro dello staff dell’Ufficio comunicazione dell’Università, come “un grave errore politico”, vista la “leggerezza di tutti i consiglieri comunali aquilani. Primi, chi per “ignoranza” non sapeva nemmeno di cosa si parlasse e per “piacere” ha dato il suo voto alla “cieca” al fine di ottenere il patrocinio del consiglio comunale. Secondi, con la pari responsabilità, maggioranza e opposizione tutta che non hanno avuto il coraggio di presentare e mettere ai voti una richiesta di revoca del patrocinio. Gli organizzatori sarebbero stati liberissimi di fare il convegno: ognuno è libero di credere alle favole e alle bugie, ma almeno senza un patrocinio del consiglio comunale che esprime la volontà di tutti i cittadini.”

“Una pagina di brutta politica e l’immagine che avrà la città a livello mediatico sarà pessima” chiosa Prosperocco: ed è purtroppo un facile profeta, visto che l’Aquila, con il suo convegno sulle scie chimiche, sponsorizzato dal Comune era già finito sui media nazionali, che probabilmente non mancheranno nelle prossime ore di rimarcare le contraddizioni di una città votata alla ricerca e che crede nelle scie chimiche.

(e.f.)