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Legge marchetta, fondi a pioggia

di Eleonora Falci

Alla fine… non finisce. Troppa carne al fuoco per una seduta di consiglio regionale velenosa, nervosa e in balia di recriminazioni e accuse non solo fra maggioranza e opposizione, ma anche fra i banchi della stessa coalizione. Dopo un dibattito estenuante, con la presentazione di centinaia di emendamenti e la prospettiva di una notte all’Emiciclo, a mezzanotte il presidente Di Pangrazio, pressato dai Cinque stelle, decide per tutti: si rinvia a giovedì, ore 10.

Il nodo la famosa legge ‘marchetta’, così ribattezzata dai pentastellati, che partendo dallo sblocco dei fondi per i centri di ricerca abruzzesi arriva a prevedere fondi a pioggia per le più varie iniziative culturali e comuni. Qualche esempio: si passa dal finanziare la Perdonanza, la Giostra cavalleresca e il teatro Marrucino al festival dell’acqua, passando per le api di Tornareccio o il Buskers festival. Iniziative culturali lodevoli, ma dall’ evidente spessore culturale differente: una sorta di variazione di bilancio con distribuzione di fondi alla cultura senza la programmazione di cui invece questo settore ha bisogno come l’aria.

Diverso il discorso per i Comuni: a far parlare, soprattutto con l’intervento del consigliere Bracco, è l elargizione di 50000 euro al comune di Avezzano. Mossa politica per guadagnare preferenze, secondo il consigliere del gruppo misto, in preparazione delle elezioni comunali del 2017, nelle quali si candiderà Gianni Di Pangrazio, e di una eventuale candidatura di Giuseppe di Pangrazio a Montecitorio.

Sullo sfondo la trattativa con i ribelli: sabato il giorno x. voci di corridoio parlano di un’apertura di Gerosolimo e Di Matteo, meno di Olivieri. Tappa obbligatoria l’approvazione, prima, della 320/2016 – la legge contestata.