IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Referendum, Scotto all’Aquila per il no

unnamedIl Territorio collettivo ha proposto un incontro/dibattito sul tema del referendum costituzionale del Comitato per il No.
Presenti l’onorevole Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana e Luca D’Innocenzo, Territorio Collettivo.
1) On.Scotto lei oggi è all’Aquila a sostenere le ragioni del NO, in vista del prossimo Referendum costituzionale del 4 Dicembre. Se dovesse spiegarlo in poche righe, quali sono le ragioni profonde che spingono lei e la sua forza politica ad un impegno così determinato sul NO?
La ragione profonda è che questa è una costituzione di Governo. Immaginata dal Governo, imposta dal governo sul Parlamento. Questa genesi trasforma la nostra Carta Fondamentale nello strumento nelle mani di un capo per domare le opposizioni
2) Tutti gli osservatori concordano sul fatto che il Premier Renzi, a partire dalla Leopolda, è tornato a personalizzare il voto del 4 Dicembre. Cosa ne pensa?
Renzi non ha mai smesso di spersonalizzare il Referendum. Ha trasformato il 4 dicembre in un giudizio universale giocando a poker con la Costituzione. Un premier che programma 220 iniziative in due mesi e che presenzia a tutti i talk show sta chiedendo un plebiscito. Mi domando quando trovi il tempo di governare il paese.
3) Lei ha presentato in Parlamento delle proposte di modifica della Costituzione. E’ possibile secondo lei modificare la Costituzione su altre piattaforme e altre basi se il 4 Dicembre dovessero prevalere i NO?
Si trasforma il Senato in un dopolavoro di nominati e si passa dal bicameralismo perfetto a un bicameralismo confuso. Si poteva fare di più e meglio, producendo una riduzione bilanciata di deputati e senatori ( 400 e 200) e lasciando l’elettività degli stessi. Noi proponiamo questo. Si può trovare un accordo rapido su questo.
Luca D’Innocenzo, TerritorioCollettivo si definisce collettivo territoriale, eppure siete molto attivi sul tema del Referendum Costituzionale. Pensate che la riforma possa incidere negativamente sul territorio?
Sono due le ragioni di un impegno per il NO anche dal punto di vista territoriale.
Intanto noi ci opponiamo alla progressiva centralizzazione e verticalizzazione della politica. La riforma del Titolo V toglie alle Regioni e ai territori ogni potere sulle politiche estrattive, sulle infrastrutture, sul governo del territorio e sui beni culturali.
Si tenta cioè di costituzionalizzare lo svuotamento democratico che è già in corso da anni. I territori demograficamente e politicamente deboli come il nostro non riusciranno più ad aver voce in capitolo sul futuro del territorio stesso e subiranno solo scelte “calate da Roma”.
Il secondo motivo attiene al senso stesso della Costituzione. La Costituzione Italiana è un atto di sovranità popolare e non una concessione di un sovrano. Non è una legge qualsiasi, ma è di fatto il patto di convivenza dei cittadini. Una riforma così profonda, che incide per circa 1/3 della Costituzione e modifica l’assetto istituzionale dello Stato non può essere semplicemente frutto della mediazione “per l’equilibrio del Governo” o per l’equilibrio interno del Pd. La partecipazione popolare al referendum costituzionale, strumento che i costituenti avevan pensato proprio per impedire stravolgimenti della Costituzione fatti a colpi di maggioranza, è un modo per riappropriarsi di quella sovranità. L’impegno a tutti i livelli di TerritorioCollettivo, dal Referendum ai temi più prettamente civici, è volto a contrastare l’idea che la politica sia intesa come “monopolio” del potere costituito.