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Terremoti, Renzi dà i numeri

“Quando parliamo delle vittime e del dolore di quelle comunità contemporaneamente diciamo anche che il sistema dell’emergenza ha consentito di salvare 238 persone, mentre per l’Aquila furono 112”.  
Queste le parole del premier Matteo Renzi nell’aula della Camera dei Deputati nel corso dell’informativa legata al sisma che ha colpito recentemente il Centro Italia.
Questa affermazione ha fatto molto discutere: innanzitutto all’interno della Camera dove è arrivata secca la risposta di Forza Italia, ma anche tra gli aquilani che la tragedia del 6 aprile l’hanno vissuta in prima persona.
E’ un nervo ancora scoperto e il paragone del Premier è apparso indelicato, soprattutto se si parla, anche indirettamente, di vittime.
“L’Aquila cavia” – così è stata spesso definita la città rasa al suolo nel 2009, cavia forse in tutti i sensi. Molte cose sono cambiate in questi anni e passi avanti sono stati fatti alla luce di quanto accaduto nel capoluogo d’Abruzzo. Oggi si lavora sulla prevenzione e sul sisma bonus per la ristrutturazione preventiva, c’è il programma Casa Italia che punta sulla messa in sicurezza antisismica del patrimonio edilizio, varato dal premier Renzi dopo il 24 Agosto. Il 2009, dunque,  è stato lo spartiacque per la presa di coscienza sul valore della prevenzione antisismica.
Oggi Renzi nella sua visita in Abruzzo taglierà il nastro della scuola media di Spoltore, edificio totalmente antisismico costruito grazie all’investimento più alto nella storia italiana: oltre 3 milioni e mezzo di euro, ottenuti con il bando #scuolesicure.
Un dato senza dubbio indiscutibile quello messo in evidenza dal Presidente, ma che interpreta il dramma del terremoto numero zero dell’era moderna.
La vice Presidente della commissione Lavoro, Renata Polverini è intervenuta nell’Aula di Montecitorio dopo l’informativa ribadendo che “Il terremoto non è un gioco a chi salva più vite. Proprio Renzi che dice di avere a cuore la ricostruzione materiale ed emotiva per le vittime dell’emergenza ha messo in campo una competizione fra morti quando ha dichiarato che il suo governo ha salvato più vite rispetto a quelle post 2009, quando a Palazzo Chigi c’era Berlusconi. Mi aspettavo poi dal Presidente del Consiglio una risposta più precisa, un impegno concreto che potesse sciogliere i dubbi anche a questa Aula. Mi aspettavo a nome del partito Forza Italia che oggi Renzi ci consegnasse questo secondo decreto, di cui ancora non si conoscono i contorni perché addirittura chiederne i contenuti sarebbe troppo”.