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In Slovenia sulle orme del Battaglione Alpini L’Aquila

Hanno voluto rendere omaggio ai luoghi della Grande Guerra, sull’Isonzo, e ai tanti militari dei Battaglioni Alpini Val Pescara e L’Aquila che non hanno fatto più rientro a casa.

Sono i soci della Libera Associazione Abruzzesi Trentino Alto Adige guidata dal presidente Sergio Paolo Sciullo della Rocca, Ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo, che, congiuntamente ad una rappresentanza dell’Accademia Culturale San Venceslao di Bolzano, si sono recati in Slovenia per visitare i luoghi dove furono particolarmente cruenti i combattimenti tra l’Esercito Italiano e l’Esercito Austriaco, oltre che per visitare le sedi dove furono dislocate le Caserme del Battaglione Alpini L’Aquila a Tolmin, e quella del Battaglione Alpini Val Pescara a Bovec nell’alta Valle dell’Isonzo.

Tra i componenti della delegazione gli storici Roberto Casanova e Gabriele Di Lorenzo che in ogni luogo raggiunto hanno effettuato l’inquadramento topografico della zona e spiegato con grande competenza i movimenti delle truppe e le fortificazioni di alta montagna, in particolare quelle del Monte Nero e del Monte Canino.

Nell’itinerario hanno reso omaggio ai caduti italiani della prima guerra mondiale presso la “Cappella Alpina Torneranno” a Vojoska di Gabrje e presso il “Sacrario Militare Italiano” a Kobarid – nome moderno di Caporetto – davanti al quale giurarono gli alpini del Battaglione Val Pescara prima di essere inviati a combattere in Albania nel corso della seconda guerra mondiale.

L’esperto di storia militare Gabriele Di Lorenzo ha evidenziato che le battaglie combattute nella zona dell’Isonzo rientrano tra le prime operazioni caratterizzate da elementi di guerra lampo. Emblematici restano i combattimenti degli alpini nelle alpi slovene che rientrano nel novero dei più grandi combattimenti tenuti in alta montagna nella storia dell’umanità. Gli alpini furono costretti a combattere e a morire di ferite o di stenti a 2.500 metri di quota.