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L’Aquila crocevia dei richiedenti asilo

L’Aquila avrà una subcommissione territoriale per gestire l’accoglienza dei richiedenti asilo, luogo in cui si riconosce lo status di rifugiato. Oggi ci sono solo due Commissioni, a Bari e Ancona, che esaminano le richieste di asilo e verificano i requisiti. I lavori vanno molto a rilento e si riescono ad ascoltare solo una decina di persone al giorno, al punto che l’attesa per un richiedente asilo può durare mesi. Una subcommissione sul territorio consentirebbe di ridurre i tempi.
Su questa necessità si è fortemente battuto e ha avuto rassicurazioni Emilio Iampieri di Forza Italia e Presidente della Commissione speciale Immigrazione. Ieri l’emergenza profughi è approdata in Consiglio regionale che ha votato all’unanimità un documento che impegna il presidente D’Alfonso all’acquisizione dei dati reali del numero di decreti di allontanamento emessi nei confronti dei centri di assistenza presenti sul territorio regionale e ad approvare la modifiche alle legge regionale vigente in Abruzzo.

SOLUZIONI CONDIVISE – “Sul fenomeno degli immigrati nella nostra Regione da tempo stiamo lavorando per allargare la partecipazione degli enti locali – è questa il commento dell’Assessore Marinella Sclocco a seguito del Consiglio regionale straordinario. “Attualmente tutto il fenomeno è gestito dai sindaci e dalle Prefetture, mentre per quanto riguarda gli aspetti sociali e sanitari è la Regione che se ne sta facendo carico. L’approvazione in aula di un documento condiviso è certamente un passo in avanti verso la comprensione di un fenomeno complesso – dice Sclocco – in tal senso le azioni che prevede il documento fanno da tempo parte dell’azione del mio Assessorato. In particolare posso rassicurare i colleghi consiglieri che siamo in possesso dei dati reali del numero dei decreti di allontanamento emessi nei confronti dei CAS presenti nel territorio regionale, così come stiamo sollecitando il Gruppo di Lavoro regionale per la questione dell’accreditamento e autorizzazione delle strutture preposte all’accoglienza. Inoltre anche l’impegno che prevede la modifica della legge n.46/2004 della Regione Abruzzo non è altro che una mia iniziativa legislativa già depositata in Consiglio regionale. Per quanto attiene gli incontri con l’Anci per individuare soluzioni condivise sul territorio per l’accoglienza e la gestione del fenomeno migratorio – conclude Sclocco – ho preso l’impegno di far partecipare anche il collega Emilio Iampieri. Resta come impegno quello di sollecitare alle Camere il progetto di legge 316/206.”
Sono oltre 3.000 gli immigrati arrivati fino ad oggi in Abruzzo. Secondo i dati delle 4 prefetture è Teramo ad accoglierne il maggior numero con 781 unità, segue Chieti dove fino ad oggi ne sono arrivati 747, L’Aquila ne ospita 721 mentre Pescara 693.
“Negli ultimi mesi il fenomeno dei presunti profughi si sta facendo insostenibile ovunque e la Regione Abruzzo non può continuare a far finta di non avere un problema – hanno spiegato Sospiri e Iampieri. L’emergenza è già esplosa nei piccoli centri della provincia dove i sindaci, non informati preventivamente come invece prevedono i bandi della Prefettura”. Un caso emblematico è quello dell’Hotel Excelsior di Montesilvano dove sulla carta sono ospitati un centinaio di immigrati, in realtà ce ne sono 300 nonostante a luglio 2016 anche il Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri abbia riscontrato carenze strutturali nel manufatto.
“E oggi c’è un altro rischio che dobbiamo assolutamente scongiurare, ovvero quello di cooperative che stanno requisendo palazzi privati.  Di fatto il mercato privato sta dirigendo la gestione di un problema tanto sensibile in cui i migranti sono trattati come merce economica che merce di scambio di un grosso business che oggi muove circa 2milioni e 400mila euro al mese per il mantenimento e l’ospitalità di circa 3mila presunti profughi solo in Abruzzo. Il fenomeno migratorio si fermerà quando si fermerà il business”.