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Crisi in Regione, i ‘ribelli’ rilanciano

di Eleonora Falci

Se non è un (altro) ultimatum, poco ci manca: e non basta di certo affermare che si tratti “non di una iniziativa contro il governo D’Alfonso, ma di una richiesta di cambio di rotta”.

I tre ribelli Gerosolimo, Di Matteo e Oliveri, impegnati ieri in consiglio in conciliaboli e colloqui animati anche con altri consiglieri, tornano a rivendicare, ognuno per la propria competenza, non soltanto un posto al sole ma anche un cambio di passo che faccia uscire dal pantano un’Assise regionale ormai senza più stimoli.

Lo hanno fatto stamattina in una conferenza stampa nella quale hanno enunciato una piattaforma programmatica di 10 punti rivolta proprio al Presidente D’Alfonso nella quale si ribadisce il concetto di fondo che già era stato espresso in una lettera poche settimane fa: o si concertano le decisioni o non si va avanti.

D’altro canto, le voci di rimpasto in Giunta si rincorrono, complice anche la sempre presente – ma non ancora presentata – mozione di sfiducia al Presidente del consiglio Di Pangrazio: potrebbe dare il via, questa, ad un vero e proprio effetto domino che vedrebbe coinvolti anche i tre ribelli.

 

Gli obiettivi della piattaforma: “Far sì che l’Abruzzo non viaggi a due velocità e che si cambi con una politica più condivisa nelle scelte riguardanti Sanità, Turismo e Cultura. Essere da stimolo per una politica che guardi anche alle categorie più svantaggiate”.

E’ l’assessore Di Matteo a porre le domande più scomode, visto che “c’è stata una fase in cui tutte le scelte fatte non hanno visto la totale condivisione del Consiglio: occorre definire un quadro di condizione affinché gli atti legislativi vadano in porto. Dopo due anni e mezzo c’è stato un miglioramento in termini di efficienza ed efficacia? Questa la domanda da fare. E poi le nomine negli enti. Fusioni e accorpamenti, è stato fatto quello che si doveva fare? Riteniamo importante ridefinire i ruoli di assessori, consiglieri e presidenti di Commissione perché la politica sta cambiando. E’ mancata la condivisione sulle scelte in materia sanitaria”.

Dal canto suo, l’assessore Gerosolimo sposta l’attenzione sulla crisi economica e la conseguente necessità di cambiare rotta: concertazione, sì, ma più attenzione alle aree interne, di cui Gerosolimo è assessore. “È indispensabile se non cambiare rotta, guardare verso le altre esigenze, in particolare delle aree interne.” dice l’assessore. “Riconosco a D’Alfonso capacità di fare politica, ma noi dobbiamo essere da stimolo affinché si cambi verso e marcia. Dobbiamo fare in modo che si colmi il gap indirizzando una parte dei fondi strutturali alle zone più in difficoltà. Sul Lavoro continueremo solo a portare avanti interventi che creino occupazione stabile. I tirocini formativi non creano occupazione”.

E’ Mario Olivieri, infine, a puntare il dito sul tema sanitario e sulla mancata concertazione delle decisioni in questo ambito, che hanno portato al declassamento degli ospedali nonché ad uno stravolgimento della geografia ospedaliera più volte contestata e non solo dall’opposizione. “Vogliamo essere da stimolo soprattutto in materia sanitaria – ha aggiunto Olivieri – C’è troppo spazio per il privato con il pubblico che sta perdendo troppo terreno. Il riequilibrio sanitario del territorio è prioritario. Programmare significa dare la possibilità ai cittadini di usufruire di servizi all’altezza. I cittadini non sono contenti perché alcuni ospedali chiudono e altri sono super affollati. Occorre riorganizzare la rete emergenza-urgenza anche alla luce di quello che è accaduto, ma non solo”.