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99 sport: non negateci il diritto di nuotare

Una lettera aperta, indirizzata al sindaco dell’Aquila, nella quale gli atleti della 99 Sport chiedono che non venga loro negato il diritto di nuotare a fronte di una assegnazione quanto meno rivedibile degli spazi d’acqua nel complesso VerdeAqua.

L’avvio della stagione agonistica e delle relative gare è imminente, visto che domenica prossima a San Salvo si terrà la prima gara della stagione 2016 – 2017. “Chiediamo semplicemente che vengano rispettate le regole. Non siamo più disposti ad accettare le condizioni disumane nelle quali sono costretti ad allenarsi gli atleti” spiegano nella lettera. “Stiamo lottando per salvaguardare i diritti dello sport cittadino, convinti che lo stesso è un tesoro di valori umani”.

La lettera

Domenica 13 Novembre 2016 si svolgerà a San Salvo la prima gara della stagione 2016-2017 del nuoto agonistico abruzzese per la categoria ragazzi, junior, cadetti e senior. A parteciparvi, ci saranno anche gli agonisti della 99 sport L’Aquila, gruppo unito, coeso, motivato, che lavorando sodo sul concetto di squadra, anche fuori dalla vasca, sta affrontando le numerose e quotidiane difficoltà legate all’impossibilità di fruire delle strutture sportive cittadine. Gruppo che si presenta ai blocchi di partenza fiero del proprio lavoro, entusiasta di un progetto formativo, didattico ed educativo nel quale continua a credere, nonostante sia circondato da chi vuole far loro credere che i sogni non esistono. Una media di 15-20 atleti per corsia; allenamenti di circa 13 ore settimanali; doppia seduta di allenamento; vasche stracolme di ragazzi che devono “limitare” la loro nuotata per paura di scontrarsi con il compagno davanti; continui incidenti per mancanza di spazio; necessità di conciliare gli allenamenti con la scuola; tecnici ed allenatori che fanno “miracoli” per assicurare agli atleti un allenamento adeguato; è questo quello che ogni ragazzo si trova ad affrontare ogni giorno, da alcuni mesi a questa parte, “accettando” questi sacrifici con il sorriso perché il nuoto è parte della loro vita.

Come si chiama tutto questo, se non lottare per i propri sogni? Chi spiega a questi ragazzi, che a volte rinunciano ad una pizza con gli amici perché la mattina dopo hanno una gara, che la meritocrazia non viene premiata? Chi spiega ai ragazzi che sono disposti ad allenarsi alle sei di mattina e dopo entrare a scuola, che mettono in gioco le loro storie personali, che i loro diritti non sono tutelati? Chi spiega a ragazzi che sono riusciti a raggiungere risultati meritevoli e a farsi spazio nella compagine natatoria nazionale, che portano lustro al nome della città di L’Aquila, che è inutile credere nello sport?

Facciamo un passo indietro…questa è la situazione che stanno vivendo, o per meglio dire subendo, tutti i ragazzi della 99 sport, atleti dai 6 ai 20 anni; la causa di tutto è un’assegnazione inadeguata di spazi d’acqua degli impianti sportivi cittadini da parte di un’amministrazione comunale nella quale i ragazzi, il futuro della nostra città, non credono più. Siamo e siamo stati sempre aperti al confronto ed al dialogo verso tutta l’amministrazione comunale, ma, ad oggi, dopo numerosi solleciti da parte nostra, e troppi temporeggiamenti da parte degli uffici competenti, nessuno si è mai preoccupato di controllare quali siano le reali condizioni messe a disposizione degli atleti e delle società, e di risolvere in maniera definitiva un problema che si sta trascinando ormai da troppo tempo. Nessuna società è migliore o peggiore delle altre; ognuna ha il proprio progetto in cui credere ed identificarsi; atleti, genitori, tecnici, dirigenti, vogliono semplicemente avere la possibilità di nuotare in spazi adeguati riconosciuti per meriti e conquistati sul campo.

Quello che la società chiede, ormai da molti mesi, è che vengano semplicemente applicate le regole. A fronte di chiare ed inequivocabili regole, non siamo più disposti ad accettare le condizioni disumane nelle quali sono costretti ad allenarsi gli atleti. Un’associazione che vuole continuare ad essere un punto di riferimento sportivo e sociale per la nostra città ferita, che vuole continuare a perseguire un valido progetto educativo e didattico in grado di preparare i ragazzi e formarli al meglio, non può accettare tale mancanza di buon senso, di rispetto delle persone e delle regole, di disciplina e senso del dovere.

Stiamo lottando per salvaguardare i diritti dello sport cittadino, convinti che lo stesso è un tesoro di valori umani, che la squadra non è rappresentata soltanto da chi partecipa alle gare; è anche l’intero movimento sportivo, atleti, genitori, tecnici e dirigenti che passano il testimone dei valori dello sport tra persone, generazioni e scuole di atleti; stiamo lottando perchè a queste condizioni, il lavoro svolto con i ragazzi e per i ragazzi, nel corso degli anni, con passione e tanti sacrifici, verrebbe vanificato.

Abbiamo praticato e stiamo continuando a perseguire tutte le vie necessarie per risolvere la sola situazione che abbiamo a cuore: FAR NUOTARE I NOSTRI RAGAZZI, dando loro la certezza della continuità di un progetto strutturato, continuativo nel tempo, proiettato al futuro. Date ai nostri ragazzi i diritti che spettano loro, convinti, oggi più che mai, che “la pratica sportiva debba servire a porre dentro di noi il seme della fiducia, della consapevolezza, della generosità, del sacrificio, della felicità e quindi della volontà di andare oltre l’ostacolo, di superare il limite, di contribuire così ad una condizione migliore per tutti” (intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella_giochi Olimpici e Paralimpici di Rio de Janeiro 2016).