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Di Pangrazio querela il giornalista Palladini

di Roberta Galeotti

Continua il tentativo di intimidazione dei giornalisti da parte del sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio. Un altro tentitivo di mettere il bavaglio a Pierluigi Palladini che questa mattina è stato raggiunto da una querela per non aver “ottemperato alla verità e alla continenza verbale“.

Il collega marsicano, stimata firma de Il Tempo, aveva raccontato sulle pagine del Capoluogo l’assenza del sindaco nell’udienza del processo che lo vede imputato per peculato d’uso e abuso di ufficio, per l’utilizzo a fini personali delle auto di servizio della Provincia dell’Aquila, nonché per la delibera con la quale Di Pangrazio creò l’ufficio del Direttore Speciale della stessa Provincia, ruolo che poi avrebbe lui stesso ricoperto.

Il sindaco ha iniziato a querelare tutti giornalisti che osano parlare di lui. Gli è riuscito una volta di spaventare il primo collega marsicano minacciato con una querela che, a fronte del bavaglio, è stata ritirata.

Riuscito il primo, ora il sindaco crede di poter intimorire tutta la stampa che si occupa di lui. Ricorderete la querela che mi è stata recapitata, come direttore responsabile del Capoluogo, affinchè rivelassi l’identità dell’autore che scrive su Avezzano e che si firma con le iniziali L.S.. Da quegli articoli che scrivemmo nacque un tam tam tra colleghi che lanciò l’Ashtag #querelacitutti, forse il sindaco ci ha preso alla lettera!

Ricorderete la questione seguita con attenzione dal nostro giornale dell’assessore misogino, ma soprattutto, i commenti che tanti avezzanesi avevano posto sotto l’articolo e che sono miracolosamente scomparsi. Alcuni mi hanno confidato di essere stati raggiunti da una telefonata di fidi collaboratori del primo cittadino che, con toni sottilmente intimidatori, hanno pregato i commentatori più critici di cancellare i loro scritti per non ferire la sensibilità del povero sindaco.

Non sarà sfuggita ai più attenti cibernauti la sfilza di insulti che mi sono stati rivolti su facebook dalla segretaria del presidente del consiglio regionale, nonchè fratello del succitato sindaco.

Insomma, l’aria che si respira ad Avezzano si fa sempre più pesante e mentre la famiglia Di Pangrazio tenta in ogni modo di consolidare delle posizioni di controllo, non si accettano critiche e nemmeno la rappresentazione della verità.

Sì, perchè nella fattispecie il sindaco era assente all’udienza, o per un certificato medico o per un impegno istituzionale, il fatto raccontato da Pierluigi Palladini non cambia. Eppure viene accusato di ‘non aver ottemperato alla verità‘. Quale verità?

Si chiamava diritto di cronaca.

In questa regione il diritto di critica sta diventando una lesa maestà e troppi potenti credono di intimorire la stampa con le querele, quando non riescono a controllarne la linea editoriale.

Il presidente D’Alfonso ha querelato la collega pescarese Lilli Mandara, rinomata e storica firma de Il Messaggero; Di Pangrazio ha querelato L.S., Pierluigi Palladini e la sottoscritta. Non ci resta che confidare nella giustizia, visto che la saggezza di chi governa è andata dispersa.