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Piscina, diversa società stesso titolare

di Pierluigi Palladini
«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Sono queste le esatte parole che Tommasi Di Lampedusa scrisse nel celeberrimo romanzo “Il Gattopardo” che dette poi spunto per l’omonimo splendido film diretto dall’inimitabile Luchino Visconti. E questa frase può essere tranquillamente attagliata alla vicenda che ruota attorno alla gestione della Piscina Comunale di Avezzano conclusasi questa mattina con l’assegnazione della gestione a chiusura della ara di appalto.
Un piccolo riassunto. A sollevare la questione sono stati gli imprenditori sportivi Lorenzo De Cesare e Nazzareno Di Matteo che, fra la fine dello scorso anno e la primavera dell’anno in corso, hanno fatto emergere come la gestione dell’impianto sportivo avezzanese fosse rimasto in capo alla Fin nonostante il contratto fosse scaduto da tre anni e non fosse mai stato prorogato. Non solo. I due imprenditori sollevarono anche questioni di legittimità relative alle entrate e ai proventi della gestione, biglietti per le manifestazioni e corsi di nuoto. La vicenda si trascinò fino alo scorso giugno quando De Cesare presentò un ricorso al Tar cui seguì l’indizione di una gara da parte del Comune che raccolse le offerte delle imprese o associazioni d’impresa interessate. Il tutto nonostante fosse scaduto ogni termine e la piscina di fatto veniva gestita in modo non legittimo. In questa situazione si arriva a settembre scorso quando il Comune chiuse la gara e comunica che sono due le offerte pervenute a contendersi la gestione della piscina di Avezzano. Da una parte l’associazione di imprese di Avezzano costituita dai centri sportivi La Pineta e Metro con il centro nuoto Pinguino, presentata dai titolari Lorenzo De Cesare, Alessandro Lucarelli e Nazzareno Di Matteo, e dall’altra in Centro Italiano Nuoto di Massimo De Leonardis, lo stesso che gestisce per conto della Fina la piscina e che, in costanza di espletamento di gara di appalto ha continuato a gestirla raccogliendo anche le iscrizioni per l’anno 2016/2017.
Ora, quindi, si è arrivati all’apertura delle buste, alla valutazione e all’assegnazione della gestione della piscina che è andata, dopo una valutazione del progetto fatta dalla commissione, il cui punteggio al 60% era a carattere discrezionale dei commissari, alla Cin di De Leonardis. Insomma, cambia una lettera ma il contenuto, il contenitore e il gestore restano gli stessi.
«Da parte nostra no c’è nessuna sorpresa – dice serafico Lorenzo De Cesare -. Questo non significa che ce ne staremo con le mani in mano. Io ho già chiesto l’accesso agli atti di questa gara e della sa conclusione e se i nostri legali rinverranno motivi d ricorso lo presenteremo senza incertezze. Ma non solo. In questa vicenda ci sono molti punti rimasti senza spiegazioni e chiarimenti e noi adesso pretenderemo dalle autorità competenti che vengano fornite tutte le spiegazioni. a partire dal perché non si è ascoltato il parere dell’Agenzia Anticorruzione di Cantone che aveva mosso molti rilievi alla procedura seguita in questo bando».
Infine una nostra notazione ala quale gradiremmo avere risposta. La gara conclusasi oggi, prevede una contribuzione al Comune da parte dell’assegnatario di 36.000 euro l’anno di canone. Ci chiediamo se per i tre anni trascorsi in assenza di contratto, accordo e/o proroga, il canone sia stato pagato. Se sì, ci chiediamo ulteriormente come abbia fatto il Comune, che è un ente pubblico, a prendere soldi da un privato che non aveva alcun titolo per gestire quell’impianto e quindi nemmeno per doverne pagare il canone. Se invece il canone non è stato pagato, la domanda è diversa: come spiegheranno gli attuali amministratori di Avezzano il mancato introito per il Comune di Avezzano di ben 108.000 euro, che altro non è se non l”attuale canone fissato e moltiplicato per i tre anni trascorsi in… clandestinità? Attendiamo, fiduciosi e pazienti, di essere illuminati.