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Giovanni da Capestrano, una storia da riscoprire

di Claudia Giannone

Circa due secoli di produzione iconografica raccolti nel volume “Giovanni da Capestrano. Iconografia di un predicatore osservante dalle origini alla canonizzazione”: un censimento quasi completo, come è stato definito da Paolo Muzi, della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, un lavoro molto articolato, esito di una ricerca iniziata anni fa, arricchito da numerose partecipazioni.

Una duplice immagine del Beato Giovanni da Capestrano: lo strenuo predicatore e il promotore della Crociata contro gli Ottomani. Proprio da questa distinzione provengono le due iconografie che in diversi luoghi si sono diffuse: in Italia, quella del vessillo, nell’Europa dell’Est quella del frate predicatore contro le varie eresie.

Il volume rappresenta la prima apertura a un problema critico e mai affrontato in precedenza, su una delle più luminose figure religiose, ma allo stesso tempo su un giurista, un autorevole oratore e un personaggio che ricevette incarichi di notevole importanza da ben cinque Papi, fatto testimoniato dalle oltre trenta bolle papali ancora oggi conservate.

luca pezzuto

E l’importanza del volume è legata anche al dibattito relativo al lungo percorso per giungere alla canonizzazione dell'”apostolo d’Europa”: un grande impegno per questo riconoscimento, raggiunto solo nel 1690, a più di duecento anni dalla sua morte.

La presentazione di Chiara Frugoni, studiosa di fama internazionale, apre la monografia dell’autore, Luca Pezzuto, professore di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi dell’Aquila e assegnista di ricerca a Roma Tor Vergata.

Giovanni da Capestrano in sei capitoli: tre dell’autore, nel suo percorso di quasi un decennio di ricerche condotte attraverso la raccolta di informazioni, testimonianze e considerazioni su opere d’arte prodotte in un periodo di circa tre secoli; tre i saggi di altri studiosi: Stefano Boero, dell’Università degli Studi dell’Aquila, Daniele Solvi, della Seconda Università di Napoli e Carlotta Brovadan, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Impreziosiscono l’opera un catalogo di quarantaquattro schede, un’appendice di Filippo Sedda e il repertorio iconografico di centocinquantaquattro immagini.

“È da sottolineare l’ampiezza di questo lavoro – ha affermato Michele Maccherini, professore dell’Università degli Studi dell’Aquila – si tratta di un libro non episodico, ma che riesce a declinare tutte le immagini che riguardano il Beato Giovanni da Capestrano prima della sua canonizzazione”.

“Un libro costruito con una maestria che potrebbe sorprendere – ha aggiunto Walter Capezzali, della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi – rispettosa di canoni, anzi, arricchiti di interventi personali alla ricerca di perfezionismi di sostanza”.