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La vertenza Santa Croce in Procura

– “Ci vediamo costretti a procedere per via giudiziale a tutela degli interessi dei lavoratori“. E’ quanto hanno affermato il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli e il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, al termine della riunione tenutasi ieri sera sulla vertenza Santa Croce. Nonostante l’assemblea dei lavoratori, che si è tenuta in mattinata a Canistro, abbia accettato le proposte avanzate dall’azienda, la stessa non si è presentata al tavolo delle trattative per ratificare l’accordo sulle base delle proposte che aveva presentato ai lavoratori nemmeno 24 ore prima. “A questo punto – annunciano Giovanni Lolli e Angelo Di Paolo – avendo cercato nei mesi passati e ancora in questi giorni ogni tentativo possibile per giungere ad un accordo corretto, equilibrato e rispettoso degli interessi in campo, delle esigenze dei lavoratori e del ruolo delle istituzioni, ci vediamo costretti a procedere per via giudiziale a tutela degli interessi pubblici”. Da qui la decisione di presentare “un esposto-denuncia alla Procura di Avezzano con la richiesta di immediato sequestro dello stabilimento Santa Croce e, in via subordinata, comunque il sequestro delle bottiglie d’acqua nella assoluta e documentata certezza che si tratta di un bene della Regione, come dimostrano gli acquisti effett uati in alcuni supermercati che testimoniano – attraverso i codici dei lotti – che l’imbottigliamento è successivo alle comunicazioni regionali di astenersi da qualsiasi attività di sfruttamento della risorsa idrica”. Ricorso alla Procura della Repubblica anche da parte del patron della Santa Croce Camillo Colella per denunciare l’attuazione “attraverso condotte delittuose” dello sciopero da parte di dipendenti e sindacati nello stabilimento di Canistro. e motivando con ciò sia la scelta di interrompere le trattative con regione e sindacati e lavoratori, sia la partecipazione al tavolo convocato all’Aquila, dal vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli.