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Monte Vettore, quella frattura c’era già

Hanno fatto il giro del mondo le immagini della frattura sul Monte Vettore, nei Monti Sibillini, apertasi – con grande rilievo da parte dei media nazionali e internazionali – dopo gli eventi sismici degli ultimi mesi. 

Sta suscitando altrettanto stupore però la fotografia che si incontra da qualche ora sui social network che ritrae il monte Vettore e la sua celebre spaccatura in un contesto precedente al sisma, con la neve e con le case, intatte, ai suoi piedi.

monte vettore
 
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Lo sciame sismico in essere dal 24 agosto ha sì sconvolto il territorio, portando ad abbassamenti ed innalzamenti di suolo: ma accentuando, di fatto, fratture che già c’erano. Lo scalino sul vettore è lungo almeno dieci chilometri. In alcuni punti è alto 20 centimetri, in altri 50. “Dopo la scossa del 24 agosto – racconta a Repubblica Paolo Marco De Martini, coordinatore del gruppo di emergenza geologica Emergeo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – avevamo già osservato una rottura lunga circa 5 chilometri, con un dislivello di 15-20 centimetri, che si diramava in tante altre fratture della roccia secondarie lunghe 5 o 6 metri”.

La ferita del Monte Vettore, conferma De Martini “coincide con la faglia sismica che ha generato il terremoto. Nel sottosuolo le rocce sono molto più compresse, ma in superficie la rottura causata dal sisma tende ad aprirsi  un po’ come un ventaglio. Per questo lungo i 10 chilometri di frattura osserviamo anche delle rotture che corrono parallele a quella principale, distanti a volte decine, a volte centinaia di metri”.