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Addio a Tina Anselmi, ministra e partigiana

Se ne è andata Tina Anselmi,”una Madre della Repubblica”, come l’ha definita in un messaggio di cordoglio la Presidente della Camera Laura Boldrini. Ministro, prima donna a ricoprire questo incarico nella storia italiana, Tina Anselmi ricevette da Giulio Andreotti, presidente del Consiglio dei Ministri, la delega al Lavoro ed alla previdenza sociale. Figlia di antifascisti, da ragazza  entrò nella Resistenza come staffetta partigiana con il nome di “Gabriella” e si iscrisse alla Democrazia Cristiana nel 1944. Fu deputata della Dc dal 1968 al 1992. Fra gli incarichi più importanti della sua carriera ci fu la presidenza della commissione d’inchiesta parlamentare sulla loggia P2, dal 1981 al 1985. La decisione di entrare nelle file della Resistenza nella sua Castelfranco era maturata in lei dopo l’eccidio di Bassano del Grappa, nel settembre 1944. Con le sue compagne di scuola, Tina Anselmi fu portata sul viale del paese a vedere i corpi di 31 antifascisti impiccati agli alberi. Una visione terribile, che fece scattare in lei la voglia di unirsi alla lotta di Liberazione. Partì con i partigiani, prima come staffetta poi al Comando regionale veneto del Corpo Volontari della Libertà.
Non fu solo la prima donna a diventare ministro, ma soprattutto una grande artefice del welfare italiano. Cercò di fare luce sulla P2 e anche per questo poi fu emarginata. Peccato che i ragazzi la conoscano poco. Peccato perché è stata una delle figuri migliori della Prima repubblica:una straordinaria ragazza del Novecento.