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Santa Maria Paganica, nuovi crolli e abbandono foto

Crepe, piccole e profonde, segnano le mura e l’abside di Santa Maria Paganica. Quelle di sette anni fa si sommano probabilmente a quelle provocate dai terremoti più recenti di questi ultimi mesi e giorni. “Ho sentito il rumore di crolli provenire dall’interno della chiesa” – lo denuncia una cittadina. Le foto che vedete sono state scattate dopo il terremoto del 24 ottobre.
I DANNI DEL TEMPO E DELLA NON RICOSTRUZIONE: “L’appennino trema” è un ritornello senza azioni concrete: la messa in sicurezza degli edifici, puntellati da troppi anni, non basta. Ci sono parti della chiesa squarciate, scoperte. Sono sette anni che sono così. Lasciano spazio e libertà a pioggia, neve, vento, sole. Anche i pochi ‘beni’ rimasti all’interno sono vittime della stessa sorte. Eppure è considerata per la sua importanza chiesa capoquarto ed estende il suo nome al rione storico in cui è situata. Nel 1902 è stata dichiarata monumento nazionale.
I DANNI DEL SISMA: La chiesa dal 2009 presenta dei gravi meccanismi di collasso: ribaltamento della facciata , profonde lesioni corrono sull’ intero corpo di fabbrica evidenziando situazioni di cedimento della parte absidale, della cupola e degli aggetti.

santa maria paganica l'aquila dopo terremoto marche

Gli Usa, durante il G8 dell’Aquila, presero a cuore la chiesa Santa Maria di Paganica con tanto di dichiarazione di Michelle Obama, salvo poi ritrattare e limitarsi ad aiuti di più lieve entità. Per la chiesa sarebbero stati necessari almeno 4,5 milioni di euro. A sette anni e mezzo gli aquilani possono rivederla ricostruita, ma solo virtualmente, grazie al gruppo di lavoro coordinato dal Professor Giovanni De Gasperis dell’Università degli Studi dell’Aquila, che ha elaborato la realtà pre 6 aprile 2009 in un video davvero emozionante. [S. Maria Paganica rivive nella realtà virtuale

santa maria paganica l'aquila dopo terremoto marche
santa maria paganica l'aquila dopo terremoto marche

Santa Maria Paganica come la cattedrale di San Massimo: tradite dalle promesse, da appalti senza fine e dall’incuria.
Anche il Duomo giace ormai nel più totale abbandono. Tutta la zona del transetto e del presbiterio, ossia quella dove si celebra, è tutt’oggi scoperchiata e ricoperta di erbacce e arbusti che danneggiano ulteriormente la pavimentazione già parzialmente lesionata dal crollo; le porzioni danneggiate di muratura e gli apparati decorativi, diversi dei quali ancora recuperabili o riproponibili, continuano a sfaldarsi a causa dell’esposizione diretta agli agenti atmosferici. [San Massimo, appello per ricostruirla