IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Il noir al Palazzetto dei Nobili

Il noir al Palazzetto dei Nobili, ossia “Modern Dark Gothic Fantasy art”: questo il nome scelto per l’esposizione visibile fino al 31 ottobre al Palazzetto dei Nobili che porta la firma di Marco De Pascale, agente di polizia penitenziaria con la passione della fotografia  che ama il gotico e lo trasferisce in immagini fatte di travestimenti e di atmosfere noir, filtrate da una spiccata vocazione al fantasy.
“Ho raccolto delle immagini – racconta – utilizzando anche dei protagonisti reali, i miei amici, che si sono prestati a dei travestimenti, a metà tra il macabro e il grottesco, alcuni in tema con la prossima festività di Halloween. Abbiamo saccheggiato i negozi dei cinesi, acquistando tessutp1110411i, abiti, accessori: tutto rigorosamente dark. Anche da questo girovagare sono nate delle idee per la mostra”. Ma la passione di De Pascale va oltre: chiese gotiche, cimiteri monumentali, scorci di paesaggi autunnali arricchiscono l’esposizione. Ma come nasce questa passione per il mistero e per le ambientazioni dark? Marco è sicuro, l’ha sempre avuta: “Fin da piccolo mi ha affascinato il mistero, ho amato l’architettura gotica, i silenzi, le nebbie”. E ad avvicinarlo  alla  fotografia fu una fotografa di Terni, Marcella. “Avevo si e no dieci anni – racconta – e ogni volta che passavo davanti al suo negozio mi incantavo a guardare le foto. Folgorato. E’ lì che è nata la passione per la fotografia”. Altri impegni aspettano Marco De Pascale: una mostra alla Libreria Polarville e nel prossimo anno una personale nell’ambito della Perdonanza. Per ora si gode il successo della mostra in corso, visitata anche da fotografi  provenienti da varie parti d’Italia, ai quali non svela il segreto dei suoi scatti. E per Halloween sono previste performance d’atmosfera, attorno ad una bara antica messa a disposizione da Taffo, sostenitore della mostra. “Un’idea non oltraggiosa nei riguardi della morte, ma un modo di accettarla, poiché fa parte della vita”, conclude l’artista.

p1120577_piccola