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Paterno, la protesta monta nella frazione del sindaco

di Pierluigi Palladini

Non tutto e non tutti a Paterno – frazione di Avezzano, paese di origine e nascita del Sindaco di Avezzano nonché del Presidente del Consiglio comunale del capoluogo marsicano – è serie “A”, come molti affermano. Lo sanno molto bene residenti e proprietari di immobili di una piccola strada del paese, via al Tratturo, dove attendono da anni l’allacciamento della rete idrica, della fognatura e del gas metano. È si, è la triste realtà, anche a Paterno c’è qualcun che è rimasto nel dimenticatoio del Sindaco e dei suoi e che inutilmente da quattro anni cerca di far sentore la sua voce.

Ma andiamo per ordine cronologico e torniamo indietro di una ventina d’anni, amministrazione, mai troppo ed adeguatamente rimpianta e celebrata, del professor Mario Spallone.
All’epoca gli stessi residenti di quella strada si rivolsero all’Amministrazione comunale perché non avevano l’illuminazione pubblica e perché, fra l’altro, venivano lambiti dalle corse della Scav senza che fosse prevista una fermata nemmeno nelle vicinanze. Dopo una serie di incontri, però, la situazione si risolse felicemente e su Via al Tratturo a Paterno arrivarono i lampioni e le corse della Scav. Col passare degli anni, quindi, le opere di urbanizzazione della zona proseguirono e si estese sia la rete idrica e fognaria sia quella del metano. Ma non a tutti. Una parte di vai del Tratturo ne rimase fuori, la stessa dei lampioni e dei bus. I residenti, in particolare Vincenzo Lo Zito, si sono recati più volte dal Sindaco e compaesano Di Pangrazio nonché dall’altro compaesano, e Presidente del Consiglio comunale, D Berardino, perché arrivassero anche quei servizi ala parte mancante della strada dove, peraltro, sorgono non meno di sei abitazioni. Abitazioni al momento che si alimentano con pozzi neri, pozzi per l’acqua e bomboloni per il gas, con le relative spese altissime di mantenimento e rifornimento.

«Rassicurazioni ed impegni – ci ha detto Lo Zito – in quattro ani abbondanti ne abbiamo avute quante ne vogliamo. Peccato che stiamo adesso esattamente come quattro anni e mezzo fa. Io credo sia scandaloso che ancora debbano esserci in questa città zone che non abbiano servizi essenziali come acqua, fogna e gas metano. Questo – conclude Lo Zito – non è un appello perché abbiamo capito che tanto non ci sta a sentore nessuno. Vogliamo solo segnalare le cose come stanno, anche qui a Paterno».

Riteniamo di non dover aggiungere alcunché e, anzi, ci asteniamo volontariamente da ogni commento. I fatti parlano, tristemente, da soli.