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L’antico forno di Borgo Via Nuova in polvere

di L. S.

Di Pangrazio, le promesse si mantengono” – recitava così uno dei tanti cartelli esposti sabato mattina al municipio di Avezzano, da una folta e molto rumorosa delegazione degli abitanti di Borgo Via Nuova.

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E’ sempre la solita storia. Le promesse fatte dai dipangrazios abbondano, ma quando dalle parole si passa ai fatti, le realizzazioni tardano ad arrivare. E’ il caso del forno di Borgo Via Nuova, dove l’Amministrazione comunale ha piantato 4 panchine ed una fontanella, ma l’antico forno non c’è più… 

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Correva il settembre 2015, e le ruspe del Comune distrussero senza pietà uno spicchio di storia e civiltà della comunità del Borgo. Dell’antico forno rimase un cumulo di macerie e tanta polvere in cielo. Così fu cancellato un pezzo di storia contadina, il vecchio forno dove le famiglie del borgo andavano a fare il pane è stato abbattuto contro la volontà dei residenti, e senza ascoltare nessuno.
Eppure la riqualificazione del forno era tra i programmi del Comune, ed era stato pure curato uno specifico progetto per il recupero e la valorizzazione del manufatto, che sarebbe potuto tornare con poca spesa all’antico splendore, diventare luogo di socialità per i residenti e scuola per fornai e pasticceri.
Nulla di tutto questo: il forno è stato abbattuto e, nonostante le successive vivaci proteste, tutto sembra essere caduto nel dimenticatoio delle tante scelleratezze compiute da una politica piccola e sciocca, forse asservita agli interessi di un politico del quartiere.

 

Il Sindaco Di Pangrazio, travolto dalle proteste dei residenti, prima fece il pesce in barile negando l’evidenza, poi promise, accompagnato dalla solita grancassa di stampa e pennivendoli, la riedificazione del manufatto, e pure in tempi rapidi. E’ passato un anno, e di quella promessa si sono perse le tracce. Di qui la nuova e forte protesta dei cittadini, sabato scorso, che chiedono conto della solenne promessa fatta. “La prossima volta che il Sindaco promette una cosa – ha osservato ironicamente un cittadino del borgo – porteremo con noi un notaio”.

Le promesse dei dipangrazios, si sa, sono cenere al vento. Dall’apertura dell’Interporto all’accademia di cucina, dal progetto Marsica all’isola pedonale, dalle grandi opere pubbliche al polo universitario, ecc.ecc., sono anni che i fratelli giocano a chi la spara più grossa. Ma la gente è stufa, dopo i borbottii iniziano le proteste, e troppe promesse non mantenute, e più volte reiterate, sono definibili più propriamente bugie. E chi promette senza mantenere è semplicemente un bugiardo.

I cittadini di Borgo Via Nuova sono stati chiari: il Sindaco dovrà assumersi la responsabilità di fornire delle risposte adeguate alle numerose domande rimaste senza risposta. Che fine hanno fatto i 30mila euro stanziati per la ricostruzione del manufatto e poi misteriosamente spariti dai bilanci? E prima ancora, a che titolo il Comune ha abbattuto il forno, dato che era di proprietà della Regione? Secondo molti residenti, inoltre, il manufatto non rappresentava alcun pericolo per la pubblica incolumità, né sotto il profilo della solidità strutturale né sotto quello del pericolo ambientale, tant’è che, con palese contraddizione, la stessa Amministrazione aveva optato, in un primo momento, per un progetto di ristrutturazione e valorizzazione.
Dove sono gli “organi competenti” di controllo e verifica? Possibile che nessuna autorità si senta in dovere di chiarire se l’ordinanza di demolizione del Comune fosse legittima? E come poteva rappresentare un “pericolo pubblico” un manufatto di appena un piano di altezza, senza evidenti segni di cedimento strutturale?
Macchie nere e senza risposta. Il tempo passa, l’antico forno si è dissolto nella polvere, il nuovo forno si è perso nei giochi di prestigio alla dipangrazios maniera.