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La casa che avrebbe dovuto garantire il futuro

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sartadi Silvio Sarta – “Controvento”
La memoria e il buon senso non vanno d’accordo. Non a L’Aquila, quasi mai in Italia. La lezione è amara, il lieto fine è parziale, tardivo, indebolito dal passare scandaloso del tempo. Almeno la giustizia residua della memoria sventola come una bandiera, mai ammainata nonostante gli strappi al tessuto della carne di chi ha gridato la voglia di pietà.
La storia buia della Casa dello Studente e dei suoi otto martiri (come martiri, intendiamoci, sono tutti gli altri) ha rappresentato una delle vetrine più sporche in assoluto del 6 aprile 2009, perché gravida di ipocrisia assassina prima, di burocrazia idiota poi.
Che oggi finalmente si sblocchi una partita assurda e che alcune di quelle macerie smettano di essere mute ma parlino invece a tutti, circondate da altro, da altri, da un futuro altro; e che soprattutto questo accada dopo infinite resistenze procedurali e nessuna strategia dell’urgenza per un simbolo tremendo quale è e sarà per sempre l’edificio marcio che avrebbe dovuto garantire alla lettera il futuro, niente insomma può cancellare, anzi scalfire il reato impunito di sfregio alla ragione.
Nulla al mondo infatti può essere ricostruito se non obbedisce alla priorità della speranza tradita. E questo vale per una scuola, un ospedale, per ogni casa o cosa pensata e costruita per il bene comune.
Essere riusciti ad immaginare un GROUND ZERO aquilano, e di affidarlo alla sapienza fresca dell’Università, è impresa eccellente, ma se per bucare questo muro di gomma è stato necessario un lasso di tempo inverosimile nonché chinare troppo spesso la testa e il cuore alla resistenza di norme irreali, c’è poca gioia, capace almeno di non offuscare un orgoglio e una tenacia che oggi trionfano, senza poter ridare corpo a nessuno.
Memoria e buon senso sono gemelli separati alla nascita. Per natura, amandosi, si cercano ma raramente si ricongiungono.
Troppi fantasmi cospirano. C’è una sciatteria dell’anima che qui, o altrove, ha vinto. Il Sindaco esulta con garbo, e ha ragione.
Il danno della terra amplifica quello dell’uomo e bisogna sempre tenere la guardia alta.
Nessuno tocchi quelle macerie che edificheranno la memoria.
E almeno quelle, loro, cioè proprio quelle stesse macerie, lo faranno bene.

*Silvio Sarta, giornalista sportivo Rai, lavora per anni con Biscardi nel Processo del Lunedì; Telemontecarlo; direttore sportivo Rete8. Scrittore ed attore teatrale. Silvio Sarta torna Al Centro dell’Attenzione su IlCapoluogo con un appuntamento settimanale di approfondimento e con una rubrica ControVento.

 

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